(Il Sole 24 Ore Radiocor) – La rimonta dei prezzi del petrolio, con il Wti sui massimi da oltre un anno che punta agli 80 dollari al barile, riaccende il nervosismo sulle Borse europee, che chiudono in rosso una seduta volatile. Il mercato guarda agli sviluppi delle tensioni in Medio Oriente, con gli investitori che oscillano tra la speranza di una rapida risoluzione del conflitto e il timore di un’ulteriore escalation.
Così, il Ftse Mib di Milano termina la seduta in calo dell’1,61%, giù anche il Cac di Parigi (-1,49%), il Dax di Francoforte (-1,78%), l’Ibex di Madrid (-1,38%), l’Aex di Amsterdam (-0,45%) e il Ftse 100 di Londra (-1,45%).
Loading…
Anche Wall Street in calo
Anche Wall Street chiude la seduta negativa, in scia alle turbolenze in Medio Oriente e al rialzo delle quotazioni del greggio: il Dow Jones cede l’1,61%, a 47.954,19 punti, mentre il Nasdaq lo 0,26%, a quota 22.748,99. In frenata anche l’S&P 500, a 6.830,56 (-0,57%). Alla vigilia, il mercato azionario ha registrato un rimbalzo, tra notizie contrastanti sull’Iran e dati economici statunitensi migliori del previsto, ignorando l’imminente aumento dei dazi imposto da Trump. I principali indici rimangono al di sotto del supporto chiave, sebbene molte aree del mercato stiano mostrando forza. Sul fronte dei dati, le richiesti per i sussidi alla disoccupazione rimangono stabili a 213.000, contro stime a 215.000.
Continua il rialzo di petrolio e gas
Restano in forte rialzo i prezzi del petrolio, con il Brent a 84,9 dollari al barile (+4,3%) e il Wti che torna ai massimi da oltre un anno a 79,8 dollari (+6,9%). Rimane alta l’attenzione sulla chiusura dello Stretto di Hormuz, mentre la Cina ha chiesto alle sue principali raffinerie di interrompere le esportazioni. In rialzo anche il gas, anche se in misura minore rispetto a inizio settimana: i future ad Amsterdam scambiano così a 50,7 euro al megawattora (+4%). Secondo gli analisti, la view del mercato in queste sedute può cambiare rapidamente e in maniera brusca.
Effetto conti: rally Campari, tonfo Nexi e Amplifon
Sull’azionario milanese, sono le trimestrali a dettare i movimenti più marcati. Campari vola a +9,96% dopo i conti del 2025 superiori alle attese e il rialzo del dividendo, fa bene anche Snam (+1,57%) che ha alzato la cedola e superato la guidance del 2025. Al contrario, un’ondata di vendite abbatte Nexi (-16,63%) dopo le indicazioni del piano e i conti con il mancato annuncio del buyback e la guidance deludente. Male anche Amplifon (-13,2%), con i conti sotto le attese e le mancate indicazioni sulla guidance che hanno riportato le azioni ai minimi dal 2017. I maxi investimenti annunciati da Pechino per sostenere il comparto tech e Ai spingono il settore e a beneficiarne è St che termina a +2,99%. In calo le banche con Mps (-4,19%) e Mediobanca (-4,55%) a guidare i ribassi, dopo la presentazione della nuova lista per il cda in cui non c’è il nome dell’attuale ceo Luigi Lovaglio.





