BRUXELLES – L’intervento militare deciso dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran, così come le rappresaglie di Teheran, stanno avendo ripercussioni che vanno bel oltre l’aspetto politico. In Europa il forte aumento del prezzo del petrolio e del gas giunge mentre i Ventisette stanno tentando di diversificare le fonti di approvvigionamento e di ridurre i prezzi energetici per rilanciare la competitività dell’economia. Torna in auge l’idea di disaccoppiare il prezzo del gas da quello dell’elettricità.
La Commissione europea ha annunciato per venerdì 6 marzo una speciale riunione del collegio dei commissari, tutta incentrata sulla questione energetica. «Il nostro obiettivo è di tutelare imprese e consumatori», ha spiegato la portavoce dell’esecutivo comunitario Paula Pinho. La stessa Commissione europea si vuole rassicurante: «Non c’è alcun problema immediato per la sicurezza energetica, anche perché siamo alla conclusione della stagione invernale».
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Colpito da attacchi di droni iraniani nei giorni scorsi, un importante impianto del Qatar ha interrotto la produzione di gas liquefatto destinato all’export. L’impatto diretto per l’Europa è limitato – nel terzo trimestre del 2025 appena il 6% del gas importato dall’Unione proveniva dall’emirato arabo. Tuttavia, la scelta del Qatar ha provocato una impennata dei prezzi a livello mondiale. In Europa i listini del gas hanno subito un incremento addirittura del 75%.
«L’Unione europea ha espresso chiaramente la volontà di affrancarsi dal petrolio e dal gas russi, ma gli eventi degli ultimi tre-quattro giorni hanno reso difficile questo obiettivo», ha detto il ministro norvegese dell’Energia Terje Aasland a Oslo. «Considerata l’attuale situazione geopolitica, credo che il dibattito riprenderà vigore». Difficile che in queste circostanze gli europei tornino sulla decisione di interrompere dal 2027 qualsiasi import di idrocarburi dalla Russia.
Al tempo stesso, è chiaro che la nuova situazione è preoccupante, tanto più perché in molti paesi membri già prima dell’intervento militare contro l’Iran i prezzi dell’energia stavano minando la competitività dell’economia. In un articolo Simone Tagliapietra, ricercatore di Bruegel, ha suggerito di monitorare una eventuale diversione delle navi-cargo verso l’Asia, nonché di preparare sia una possibile strategia di riduzione dei consumi sia il coordinamento nella gestione delle riserve nazionali.







