La Camera dei deputati
messicana ha avviato l’esame della riforma elettorale voluta
dalla presidente Claudia Sheinbaum. Il progetto modifica undici
articoli della Costituzione con l’obiettivo di abbattere i costi
e rafforzare la trasparenza.
Tra le misure principali spicca la riduzione dei senatori da
128 a 96 e una radicale trasformazione per l’elezione dei 200
deputati proporzionali, con lo scopo di togliere il potere
decisionale esclusivo ai vertici dei partiti. La proposta
prevede un taglio del 25% ai fondi ordinari delle formazioni
politiche e rigidi controlli per impedire l’ingresso di capitali
illeciti o stranieri. Inoltre fissa un tetto agli stipendi dei
massimi funzionari elettorali, che a partire dal 2027 non
potranno superare la retribuzione della presidenza della
Repubblica.
Il testo introduce anche l’obbligo di segnalare i contenuti
politici alterati o creati tramite l’intelligenza artificiale,
responsabilizzando le emittenti e le piattaforme digitali.
Infine, la manovra amplia gli strumenti di democrazia diretta,
introducendo consultazioni popolari e plebisciti a livello
comunale per coinvolgere maggiormente i cittadini.
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