(Il Sole 24 Ore Radiocor) – I destini della guerra in Iran e i messaggi contrastanti del presidente americano, Donald Trump, sulle prospettive del conflitto continuano a condizionare le Borse europee. I listini continentali hanno vissuto una seduta volatile, riuscendo a chiudere in territorio positivo anche grazie all’andamento di Wall Street, in recupero dopo che la peggiore settimana da ottobre (quinta consecutiva in perdita) l’aveva portata a un passo dalla correzione tecnica. Il FTSE MIB milanese ha così guadagnato terreno approfittando dello slancio di Ferrari e del buon andamento delle utility e dei titoli dell’energia. Sull’obbligazionario sono i generale correzione i rendimenti dei principali titoli di Stato, che nelle scorse ore avevano aggiornato i massimi degli ultimi anni, in attesa dei dati sull’inflazione dell’eurozona di febbraio, in calendario domani, che registreranno l’impatto dello shock energetico legato alla guerra in Iran.
Wall Street chiude contrastata
Wall Street, alla fine, chiude la seduta contrastata, condizionata comunque dalle incertezze in Medio Oriente e dal petrolio che ha terminato gli scambi sopra quota 100 dollari al barile, per la prima volta dall’inizio della guerra di Usa e Israele contro l’Iran: il Dow Jones sale dello 0,11%, a 45.216,14 punti, mentre il Nasdaq cede lo 0,73%, a quota 20.794,64. Giù anche l’S&P 500, a 6.343,72 punti (-0,39%).
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Powell allontana lo spettro di una stretta Fed
A migliorare l’umore degli investitori sono arrivate anche le parole del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, secondo il quale la banca centrale Usa è orientata a non reagire automaticamente con una stretta monetaria al rialzo dei prezzi del petrolio legato al conflitto con l’Iran. La politica monetaria americana, ha spiegato è «in una buona posizione» per attendere e valutare gli sviluppi. Powell ha riconosciuto che l’aumento dei prezzi dell’energia è destinato a spingere l’inflazione verso l’alto, ma ha anche spiegato che gli strumenti della Banca centrale sono poco efficaci contro shock di offerta di questo tipo
G7: «Pronti a ogni misura per stabilità mercato energia»
I ministri delle Finanze e dell’Energia del G7, intanto, si sono detti disposti a «prendere tutte le misure necessarie» per garantire la stabilità del mercato dell’energia. I ministri hanno inoltre ribadito il loro «fermo impegno a favore di mercati energetici ben funzionanti, stabili e trasparenti». «Sosteniamo gli sforzi appropriati volti a mantenere un’offerta adeguata sui mercati globali del petrolio e del gas e prendiamo atto delle opzioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia per gestire la domanda, in base alle circostanze specifiche di ciascun Paese, al fine di contribuire a stabilizzare le condizioni di mercato e limitare un’eccessiva volatilità», hanno fatto sapere con un comunicato.
Mps sotto i riflettori, bene Eni con petrolio sopra 100 dollari
A Piazza Affari, come detto, gli acquisti hanno premiato Ferrari , sostenuta da una valutazione positiva di Jp Morgan (overweight con la previsione che i prossimi risultati e i dati sui flussi di cassa confermino le guidance dell’azienda per l’intero anno) e dal podio di Charles Leclerc al Gran Premio di Suzuka, in Giappone. Sotto i riflettori Banca Mps , mentre è scattato il conto alla rovescia per l’assemblea dei soci di metà mese, con il cda e l’ad, Luigi Lovaglio, ormai ai ferri corti. Secondo indiscrezioni pubblicate da Reuters, inoltre, la Bce avrebbe riserve sul curriculum di Fabrizio Palermo, indicato dal cda come prossimo capo azienda. I titoli dell’istituto hanno perso quota, insieme a quelli della controllata Mediobanca .





