«La nostra app europea» testata in cinque Stati membri tra cui l’Italia «per la verifica dell’età è tecnicamente pronta e presto sarà a disposizione dei cittadini. Questa app consentirà agli utenti di dimostrare la propria età quando accedono alle piattaforme online». Lo ha annunciato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un punto stampa a Bruxelles.
«Spetta ai genitori crescere i propri figli, non alle piattaforme», ha aggiunto precisando che le piattaforme social offrono un ambiente che crea «dipendenza» e non è un ambiente che «fa bene alle giovani menti in fase di sviluppo».
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Più tutele per i minori
«Quando si parla di sicurezza dei minori online – evidenzia ancora von der Leyen -, la situazione è estremamente preoccupante. Un minore su sei è vittima di bullismo online. Un minore su otto è un bullo online. Le piattaforme dei social media offrono design altamente coinvolgenti, uno scorrimento infinito, che alimenta la dipendenza. I video brevi catturano l’attenzione. I contenuti sono altamente personalizzati e mirati. Il tempo che i nostri figli trascorrono davanti agli schermi non è mai stato così alto, e questo è tempo che non trascorrono al parco giochi o con i loro coetanei. E più tempo passano online, maggiore è la probabilità che vengano esposti a contenuti dannosi e illegali, nonché al rischio di essere adescati da predatori online. Questo ambiente non giova alle giovani menti in via di sviluppo. Perciò ho ascoltato attentamente i genitori che non hanno soluzioni adeguate per proteggere i propri figli. Condivido le loro preoccupazioni. Ho ascoltato le loro preoccupazioni. Spetta ai genitori educare i propri figli, non alle piattaforme. E ho ascoltato anche le preoccupazioni dei nostri Stati membri».
Italia tra i paesi più avanti
«Le piattaforme online – precisa von der Leyen – possono fare affidamento senza problemi sulla nostra app di verifica dell’età. Quindi non ci sono più scuse. L’Europa offre una soluzione gratuita e facile da usare che può proteggere i nostri figli da contenuti dannosi e illegali. E vediamo che sempre più Stati membri stanno facendo grandi progressi. Francia, Danimarca, Grecia, Italia, Spagna, Cipro e Irlanda sono all’avanguardia. Stanno pianificando di integrare l’app nei loro portafogli digitali nazionali. E spero che altri Stati membri e il settore privato seguiranno l’esempio, in modo che ogni cittadino possa utilizzare presto questa app».
In Italia il servizio sarà erogato all’interno dell’App IO, dove oggi è già in funzione il borsellino digitale IT-Wallet. Per lo sviluppo è stato attivato un tavolo che vede coinvolti Istituto poligrafico e zecca dello Stato (Ipzs), PagoPa, Dipartimento per la trasformazione Digitale e Agcom. Diversi i nodi ancora da sciogliere: in particolare, non è ancora chiaro quanto costerà il servizio e chi dovrà finanziarlo.








