Il presidente di Cuba, Miguel
Díaz-Canel, ha dichiarato che il Paese è pronto ad affrontare
un’aggressione militare degli Stati Uniti. L’intervento si è
svolto all’Avana durante le celebrazioni per il 65mo
anniversario del fallito sbarco della Baia dei Porci.
Di fronte alla folla, il capo di Stato ha affermato: “Il
momento è sfidante e ci chiama a essere pronti ad affrontare
minacce serie, tra cui l’aggressione militare. Non la vogliamo,
ma è nostro dovere prepararci per evitarla e, se fosse
inevitabile, vincerla”.
Le tensioni bilaterali sono peggiorate dopo che a gennaio
Washington ha bloccato le forniture di idrocarburi all’isola, a
seguito della caduta del governo venezuelano di Nicolás Maduro.
Respingendo la narrazione di un Paese al collasso, Díaz-Canel ha
precisato: “Cuba non è uno Stato fallito, è uno Stato
accerchiato”, ribadendo che l’isola rimane “una rivoluzione
socialista proprio sotto il naso dell’impero”.
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