(Il Sole 24 Ore Radiocor)– Chiusura a diverse velocità per Borse europee , mentre gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi dei negoziati tra Usa e Iran. Se la battuta d’arresto nei negoziati tra Usa e Iran è tornata a spingere al rialzo il prezzo del petrolio, i toni più concilianti del leader russo Vladimir Putin su una possibile conclusione della guerra in Ucraina hanno penalizzato i titoli della Difesa. Il rialzo del greggio, intanto, è tornato ad alimentare i timori di shock energetico e di possibili risposte restrittive da parte delle banche centrali, mentre negli Usa si attende l’insediamento del nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, e il mercato guarda all’imminente viaggio in Cina del presidente americano, Donald Trump, per capire se potrà contribuire a risolvere lo stallo in Medio Oriente.
Wall Street poco mossa con la pace in Iran più lontana
Indici poco mossi a Wall Street, dopo una settimana positiva (la sesta di fila per S&P e Nasdaq, la quinta su sei per il Dow Jones). A incidere è il rialzo dei prezzi del petrolio, dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha respinto l’ultima risposta dell’Iran alla sua proposta per porre fine alla guerra in Medio Oriente, prolungando di fatto la chiusura del cruciale Stretto di Hormuz. Questa settimana, gli investitori si concentreranno sugli indici dei prezzi al consumo e alla produzione di aprile, che potrebbero fornire nuove indicazioni sull’impatto della guerra sull’inflazione.
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Chiusura positiva per Wall Street. Il Dow Jones avanza dello 0,19% a 49.704,34 punti, il Nasdaq sale dello 0,10% a 26.274,13 punti e lo S&P 500 guadagna lo 0,19% a 7.412,87 punti.
A Piazza Affari corrono i petroliferi, vendite sulla difesa
Sull’azionario gli acquisti premiano soprattutto i titoli petroliferi, come Eni e Saipem, grazie ai nuovi rincari del greggio. Intanto procede la stagione delle trimestrali. A Piazza Affari Svetta Diasorin dopo i conti di venerdì, premiata dalla conferma della guidance nonostante un primo trimestre più debole delle attese. Gli acquisti premiano anche Stmicroelectronics che approfitta dell’euforia dei produttori di chip asiatici. Fronte opposto per il comparto della difesa, con i cali di Leonardo e Avio . In ordine sparso il comparto bancario, in attesa dei conti di Banca Monte Paschi Siena . Sempre sul fronte degli istituti di credito, l’ad di Banca Mediolanum , Massimo Doris, ha detto a margine della conferenza stampa di presentazione della Convention nazionale del gruppo, che il risiko bancario «può avvantaggiarci nel breve».
Tornano a correre petrolio e gas
La bocciatura di Trump alla proposta dell’Iran spingono al rialzo i prezzi del petrolio con il Brent che si porta sopra la soglia dei 100 dollari al barile e il Wti si avvicina ai 100 dollari. Secondo Ricardo Evangelista, senior analyst di ActivTrades, «i prezzi del Brent dovrebbero rimanere sopra i 100 dollari, con gli operatori che continuano a concentrarsi sull’andamento degli scambi diplomatici tra Stati Uniti e Iran, poiché le speranze e le battute d’arresto generate da questi negoziati rimangono, per ora, i principali fattori trainanti dei prezzi del petrolio». Rialzi anche per il gas naturale che viaggia sui 45 euro al megawattora, mentre sul fronte dei metalli preziosi l’oro cede quasi l’1% in area 4.665 dollaro l’oncia. Sul valutario, l’euro scambia con il dollaro a 1,175 (da 1,177 dollari alla chiusura di venerdì). L’euro/yen si attesta a 184,68 (184,4) e il dollaro/yen a 157,08 (da 156,64 e 156,4).





