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Home Politica

Meloni punge le opposizioni: “Non cantate ‘Bollo ciao’?”. E mette Vannacci nel mirino: “A scuola tetto a stranieri e stop al burqa”

di Redazione Impresa mercati
21/09/2026
in Politica
Meloni punge le opposizioni: “Non cantate ‘Bollo ciao’?”. E mette Vannacci nel mirino: “A scuola tetto a stranieri e stop al burqa”
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Dal tendone con vista sul laghetto dell’Eur di Fenix, Giorgia Meloni continua la corsa per le elezioni politiche del prossimo anno. Tra una “carissima Elly” (Schlein) a cui si rivolge in romanesco, e un Giuseppe Conte citato quasi en passant per rimproverargli i buchi di bilancio lasciati dal Superbonus, il vero guanto di sfida la premier lo lancia a colui che, neanche per sbaglio, nomina: Roberto Vannacci, l’intralcio sulla strada del centrodestra per un ritorno a palazzo Chigi. Mentre il generale di Futuro nazionale, da Orvieto, nel suo evento ‘di destra vera’, mette a referto che “le eventuali alleanze si fanno a ridosso delle elezioni”, la presidente del Consiglio, fingendo di snobbarlo, rilancia sull’immigrazione, ma soprattutto mette in guardia dai colpi gobbi che potrebbero arrivare in campagna elettorale.

Tailleur bianco e occhiali da sole, di cui c’è bisogno in questa calda e soleggiata domenica in settembre, Meloni arriva alla festa di Gioventù Nazionale a mezzogiorno, poco dopo che sul palco ha parlato la madre di una delle vittime di Crans Montana e Fabio Roscani, il presidente della giovanile di Fratelli d’Italia, a cui non manca di mandare i suoi ringraziamenti. Parla per poco meno di 40 minuti e, a differenza di altre occasioni, si concentra su pochi argomenti, quelli cari alla platea che la acclama. Scuola, merito, università, social, intelligenza artificiale sono le direttrici nel discorso della premier e servono per sferrare gli attacchi.

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Il provvedimento sugli studenti stranieri

Il primo ai vannacciani. “Sta per arrivare in Cdm un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe, e introduce l’obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l’italiano, e introduce il divieto di burqa e niqab a scuola“, annuncia in pompa magna Meloni (“Assolutamente d’accordo ma si doveva fare prima”, la replica di Vannacci). D’altronde, insiste Meloni, “non esiste che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza e chiamare tutto questo integrazione è un’altra menzogna, comoda per chi vive di ideologia, per chi ci fa la morale dai salotti e poi i propri figli li manda in scuole nelle quali questo problema non esiste”. I bambini devono “imparare la nostra lingua, conoscere la nostra cultura, rispettare le nostre regole. È l’unico modo serio di accogliere”. E dunque via tutto ciò che nasconde il viso, “perché in Italia nessuno in nome di una vera o presunta tradizione può decidere che una giovane donna debba nascondersi. La parità tra l’uomo e donna non è negoziabile”.

Ecco, a proposito di questo, chi ci legge un qualche riferimento velato al vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani sbaglia. Sullo ‘scivolone’ del segretario di Forza Italia la presidente del Consiglio preferisce minimizzare: “Penso che sia semplicemente una frase uscita male, non ingigantirei il fatto”. Bravo, anzi bravissimo, invece, lo studente del Congo che ha salvato la professoressa delle medie di Centocelle che venerdì è stata accoltellata da un altro studente, 13enne e italiano: “Ha fatto una grandissima cosa“, commenta con i giornalisti sotto il palco.

Ma siamo ancora sul ring. E un altro gancio a Vannacci arriva quando parla di algoritmi. “Lo dico con cognizione di causa – avverte Meloni – alla vigilia di una campagna elettorale nella quale vedremo all’opera gli strumenti di tutti coloro che in giro per il mondo non amano una democrazia solida, un’Italia forte e un leader libero, non date automaticamente per buono nulla di quello che vedrete nei prossimi mesi e particolarmente nulla di quello che vedrete negli ultimi giorni prima del voto delle prossime elezioni politiche”.

L’attacco alle opposizioni

Poi passa agli altri, le opposizioni. “Manco quando abbiamo tolto il bollo della macchina a 14 milioni di veicoli gli è andata bene“, li irride. E intonando ‘Bollo ciao’ che pensava di poter cantare per una volta insieme a loro, dice ironicamente che “loro lo vogliono pagare perché l’abbiamo fatto noi. Gli faremo il conto corrente dedicato per i nostalgici del bollo auto, così lo possono pagare“. Non solo, però, perché arriva anche il turno della segretaria del Pd. “Elly cara, carissima, ma è possibile che tu non riesca a trovare un solo argomento vero per contestare? Uno vero, ti prego. Te li do io se vuoi, perché siamo imperfetti anche noi, ma ti prego una volta vera dilla. Una ti prego! Te le passo io sottobanco. Pure noi qualcosa sbagliamo, ma una vera… Non ce se la fa”, scandisce in romanesco Meloni riferendosi all’ultima uscita della leader Dem sui tagli all’università.

E dato che ce n’è per tutti, ecco che arriva anche il colpetto per il presidente del Movimento 5 stelle, dopo tutto mica è lei che deve decidere chi sarà il leader del campo progressista. I presidenti di regione di centrosinistra, dice, hanno “la faccia di parlare di chi paga le campagne elettorali dopo lo schifo del Superbonus?”. “Dopo che avete accumulato 200 miliardi di debiti che avete scaricato su questi ragazzi e sul governo successivo, perché Giuseppe Conte andasse in giro a fare campagna elettorale a dire di ristrutturare casa gratuitamente, ma non vi vergognate? Ci vuole coraggio. La campagna elettorale dei Cinque stelle è costata a ciascuno italiano 3500 euro, anche a chi una cosa non ce l’aveva, chi era appena nato”, sostiene Meloni.

Che poi chiude con un augurio, e una bibita ghiacciata: “Il bene più prezioso che possedete è la vostra libertà. I motivatori più efficaci che incontrerete saranno sempre i vostri nemici. La mente più profonda che avete è il cuore, l’intelligenza più limpida di cui disponete è l’istinto e il giudice più onesto a cui dovrete rendere conto è la vostra coscienza. Sarà facile? No, non sarà facile, però sarà vero, sarà meritato, sarà vostro. Sarà la vostra storia che non sparirà dopo 24 ore, perché sarà la storia di chi è appartenuto e non semplicemente quella di chi è apparso, e se alla fine riuscirete a lasciare un segno del vostro passaggio, be’ allora, sarete una scintilla di eternità e l’eternità non si consuma”.

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