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Home Politica

M5S, Conte sfida Meloni e punta a Palazzo Chigi: “Non indietreggeremo di un millimetro”

di Redazione Impresa mercati
21/09/2026
in Politica
M5S, Conte sfida Meloni e punta a Palazzo Chigi: “Non indietreggeremo di un millimetro”
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21 settembre 2026 | 00.05

LETTURA: 3 minuti

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Sono da poco passate le tre del pomeriggio di domenica 20 settembre quando Giuseppe Conte fa il suo ingresso trionfale davanti ai suoi al World Join Center di Milano. Il ritardo sulla tabella di marcia della due giorni di Nova non è un caso: il presidente del Movimento 5 stelle vuole presentarsi alla platea che lo acclama con un mandato chiaro, uno che dica no alle armi all’Ucraina, innanzitutto. E così è. Quel punto, come tutti gli altri, su cui “non indietreggeremo di un millimetro, sia chiaro!“, riceve il nulla osta della base dei pentastellati e l’ex premier inizia a parlare.

Per un’ora e un quarto – quasi il doppio di Giorgia Meloni a Fenix -, Conte si proietta già a quella sedia di Palazzo Chigi che era stata sua prima che Matteo Renzi gliela sfilasse da sotto il naso. E quindi: prima distrugge chi ora siede su quella stessa sedia, poi costruisce, sciorinando i punti di un programma che – badate bene – non porta il simbolo del Movimento 5 stelle, ma di un Paese che vuole cambiare le cose, e si è impegnato in questi mesi per arrivare a una sintesi di priorità.

Il mantra ‘tocca a noi’ e il rapporto con il Pd

“Tocca a noi”. L’ex premier lo ripete come un mantra una dozzina di volte, e nonostante in quel noi ci sia anche chi, come il Pd, le armi a Kiev vuole darle eccome, almeno fino a quando non si arriverà a una svolta negoziale. Elly Schlein registra le differenze, ma non si fa intimorire: “Possiamo discutere e discuteremo come abbiamo sempre fatto, perché nessuno di noi intende mai più fare il favore alla destra di dividerci come è successo nel 2022“, dice intervistata da Enrico Mentana. Dopo tutto le cose che hanno in comune sono 4850, e nel programma uscito fuori da Nova ci ha “ritrovato molte cose condivisibili e sovrapponibili con quelle del Pd”, mette agli atti ancora la segretaria Dem. E forse non è neanche un caso visto che al percorso deliberativo che si è concluso a Milano hanno partecipato 17mila persone, poco meno della metà che manco arrivavano dal Movimento 5 stelle. Un successo, ma soprattutto una roba mai vista, considerato che di solito ci si fa trasportare da sondaggi basati sull’opinione di poco più di mille persone, fanno notare da Campo Marzio.

L’attacco a Meloni e le “tre firme”

In ogni caso, il Conte della pars destruens non fa prigionieri. “Giorgia Meloni ha detto ‘occhio a chi nel mondo non ama l’Italia’. Chi non ama l’Italia è a Palazzo Chigi”, scandisce dal palco, prima del colpo di teatro che vale una standing ovation. “Solo chi non ama l’Italia poteva mettere anche a futura memoria tre firme su tre errori clamorosi che fanno male all’interesse nazionale: la firma al patto stabilità con tagli a sanità e scuola dolorosissimi. La firma al patto di riarmo che permette alla Germania di riempire gli arsenali mentre Afd, i neonazisti, si preparano ad andare al governo. Solo chi non ama l’Italia poteva andare al vertice Nato per firmare un accordo per aumentare le spese fino al 5% della difesa”, dice mentre strappa con le mani dei fogli, che idealmente contengono proprio quelle firme messe da “Cettina La Qualunque” come la chiama ironicamente.

Quelle cose, promette l’ex premier, verranno cancellate, così come verrà ripristinato il reato di abuso d’ufficio, verranno cancellate le norma salva politici dalla Corte dei conti; quelle che limitano gli strumenti investigativi e le intercettazioni, le leggi bavaglio. “Dopo questa tabula rasa realizzeremo il progetto progressista”, aggiunge Conte. Che a quel progetto continua a voler dare nome di ‘Alleanza per la Costituzione’ perché “la nota comune di tutte le nostre proposte è il fatto che mirino ad attuare la nostra Costituzione”. E giù gli applausi, ancora. Dei poco più di 2mila che ci sono, e idealmente dai 5mila che in questa due giorni di fuoco sono passati per il World Join Center.

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