Oltre 4mila i soldati impegnati nella missione Nato
La missione di mantenimento della pace Nato Kfor, autorizzata dall’Onu, istituita nel 1999 dopo le guerre nell’ex Jugoslavia (risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite), conta 4.600 soldati, di cui 500 circa americani. Quella Usa è la seconda forza per consistenza dopo quella italiana, che ha un ruolo di primo piano sia per peso numerico (900 militari, 137 mezzi terrestri e 1 mezzo aereo) sia per responsabilità di comando.
Italia per 15 volte alla guida di Kfor
Con quella di oggi l’Italia ha assunto il comando per 15 volte dal 1999 a oggi. L’obiettivo è creare un ambiente sicuro e protetto e all’assistenza delle istituzioni del Kosovo, per giungere stabilità della regione. L’Italia ha continuato ad assicurare una forza di riserva in prontezza (Operational Reserve Forces Battalion della Nato per l’area di operazioni dei Balcani, in condivisione con la missione Kfor) basata in Italia, pronta a intervenire in caso di necessità.
Il nuovo comandante Vergori, classe 1971, ha comandato la Brigata Folgore
Il nuovo comandante della Kfor, nato a Lecce nel 1971, ha comandato la Brigata paracadutisti Folgore dal 2021 al febbraio 2023, quando ha assunto la guida della Joint Tak Force – Lebanon del settore Ovest della missione Unifil in Libano. Durante la sua carriera ha partecipato alle operazioni fuori area in Kosovo, Fyrom (Macedonia del Nord), Afghanistan, Libano e Libia.
Lo spettro della riduzione dei militari Usa
C’è tuttavia un’incognita: il 12 giugno l’Alleanza Atlantica, tramite il generale statunitense Alexus Grynkewich, Comandante supremo delle forze alleate in Europa, ha annunciato una riduzione graduale della propria presenza militare in Kosovo, da attuare nell’arco dei dodici mesi successivi, motivandola con il miglioramento della situazione di sicurezza. La decisione, è stato chiarito, potrà essere rivista se la situazione dovesse peggiorare. A seguito dell’aumento delle tensioni e delle violenze nel 2023, inclusi gli attacchi contro i caschi blu della Kfor a Zvecan, la missione aveva ricevuto il suo più grande rinforzo in oltre un decennio, con il dispiegamento di quasi 1.000 soldati aggiuntivi. Ora si delinea un’inversione di tendenza.Al momento dell’annuncio, tuttavia, la Nato non ha specificato quanti militari statunitensi o di altre nazionalità sarebbero stati ritirati. Il segretario generale Mark Rutte ha parlato di un ritorno ai livelli precedenti al rafforzamento del 2023, ossia una forza di circa 3.000–3.500 militari, rispetto agli attuali 4.600. Ciò implica una riduzione complessiva nell’ordine di 1.200–1.700 effettivi, ma non equivale a una riduzione di pari entità del contingente americano.
Dossier caldo
I Balcani occidentali sono una regione di importanza strategica per l’Alleanza, che sostiene il dialogo facilitato dall’UE per la normalizzazione delle relazioni tra Belgrado e Pristina, quale quadro di riferimento per risolvere le questioni in sospeso nel rispetto dei diritti di tutte le comunità. A questo punto, con ogni probabilità il dossier della riduzione del contingente Usa sarà sul tavolo del nuovo comandante italiano.




