Dire “cantieri” e pensare subito ai disagi è quasi automatico, ma la sfida, per il Gruppo FS, è raccontare quei lavori prima che diventino sorpresa, ritardo o incertezza per chi viaggia.
È da qui che parte la conferenza stampa del Gruppo FS sull’avanzamento dei lavori e sulle prossime tappe del 2026 dal titolo “Cantieri 2026 – avanzamento lavori e prossime tappe”: non dalla promessa di una rete senza interruzioni, ma dalla scelta di rendere visibile ciò che normalmente il viaggiatore scopre solo quando deve partire.
Una operazione verità, costruita su numeri, mappe, calendari e alternative, perché la rete ferroviaria italiana sta vivendo una fase di trasformazione senza precedenti: 1.300 cantieri attivi, investimenti RFI pari a 11,6 miliardi di euro nel 2025 e un impatto economico stimato in 20,5 miliardi sul valore della produzione, 8,6 miliardi sul Pil e 112mila occupati nelle filiere coinvolte.
Il messaggio è chiaro: i lavori ci sono, sono molti e le ripercussioni si sentiranno anche sulla circolazione, ma proprio per questo vanno spiegati prima, con trasparenza. Dove saranno concentrate le interruzioni, quali direttrici resteranno disponibili, quali tratte richiederanno più tempo di percorrenza, quali soluzioni alternative saranno attivate e come verrà coordinata l’integrazione tra ferro e gomma.
L’operazione verità di FS: dire prima cosa cambia
La conferenza, aperta da Giuseppe Inchingolo, Chief Corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer del Gruppo FS, ha messo subito al centro un tema che va oltre la comunicazione tradizionale: la credibilità.
Per FS, raccontare i cantieri non significa limitarsi ad annunciare opere o investimenti. Significa accompagnare cittadini, territori, imprese e viaggiatori dentro una trasformazione che avrà effetti concreti sulla mobilità quotidiana ed estiva.
Nel 2025, le campagne di comunicazione sui cantieri ferroviari hanno generato oltre 284 milioni di impression e 423mila click, con 584 comunicati stampa e circa 100 articoli e servizi TV/radio al mese. Nel 2026 la strategia prosegue con circa 14 milioni di impression al mese e annunci, locandine e totem in circa 300 stazioni.
Non è un dettaglio accessorio. È la necessità di cambiare il rapporto tra infrastruttura e cittadino: non più un viaggiatore che subisce il cantiere all’ultimo momento, ma una persona informata prima, in grado di programmare meglio tempi, coincidenze, tratte e alternative.
Accanto alla comunicazione verso il pubblico, FS ha rafforzato anche il dialogo istituzionale. Nel 2025 sono stati organizzati incontri dedicati ai cantieri con tutte le Regioni italiane; nel 2026 è previsto un secondo ciclo di confronto. Prosegue anche il dialogo con le associazioni dei consumatori e con le associazioni delle persone con disabilità, con attenzione a inclusione, accessibilità e tutela dei diritti.
Non solo costruzione, ma anche ammodernamento
La dimensione economica del piano è uno degli elementi più rilevanti della strategia presentata dal Gruppo FS. I cantieri ferroviari non sono soltanto un tema di mobilità, né riguardano solo chi nei prossimi mesi dovrà programmare con maggiore attenzione partenze, coincidenze e rientri. Sono anche una grande partita industriale, occupazionale e territoriale, perché ogni intervento sulla rete attiva filiere, imprese, tecnologie, forniture, competenze ingegneristiche e lavoro lungo tutto il Paese.
Un altro dato importante è che FS sta intervenendo su una rete che non è nata tutta insieme e non è stata aggiornata in modo uniforme. È un’infrastruttura stratificata, composta da tratte, nodi, tecnologie e apparati realizzati o rinnovati in stagioni diverse. In alcuni punti gli aggiornamenti risalgono a fasi ormai lontane, anche ai primi grandi interventi degli anni Duemila; in altri casi sono più recenti, ma comunque pensati per una domanda di mobilità, una pressione climatica e un livello tecnologico diversi da quelli attuali.
Per questo la parola chiave non è solo costruzione, ma ammodernamento. Non si tratta soltanto di aggiungere nuove linee o aprire nuovi cantieri, ma di portare la rete dentro una nuova fase: più capacità, più affidabilità, più tecnologia e maggiore resilienza. L’intervento riguarda i binari, ma anche i sistemi di segnalamento, il controllo della circolazione, le stazioni, le gallerie, i viadotti, la manutenzione delle opere civili, la gestione delle temperature estreme e l’integrazione con gli altri sistemi di trasporto.
Il dato va letto anche alla luce del PNRR. Al Gruppo FS sono stati assegnati 25 miliardi di euro di fondi, di cui 18 miliardi già investiti fino a febbraio 2026. Questo significa che una parte consistente della trasformazione è già entrata nella fase realizzativa, con scadenze ravvicinate e cantieri che non possono essere rinviati senza compromettere obiettivi infrastrutturali più ampi. Le interruzioni programmate, quindi, non sono un effetto collaterale casuale, ma lo strumento operativo attraverso cui la rete viene aggiornata mentre continua a funzionare.

Perché il 2026 è un anno decisivo
A illustrare il quadro operativo è stato Aldo Isi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RFI. Il punto centrale è che la rete ferroviaria italiana è dentro una trasformazione che riguarda contemporaneamente più livelli: Alta Velocità, rete regionale, nodi urbani, tecnologie, porti, aeroporti, logistica e resilienza climatica.
Nel 2025 sono state completate attivazioni rilevanti lungo tutta la rete: dal potenziamento della Pistoia-Lucca al nuovo collegamento Palermo-Catania, dagli interventi sul Nodo di Genova alla linea AV/AC Brescia-Verona, fino a nuove fermate e interventi tecnologici in diverse aree del Paese.
Nel primo quadrimestre 2026 sono già state avviate ulteriori attivazioni, tra cui interventi sulla Brescia-Verona, sull’itinerario AV Napoli-Bari, sull’ACC di Bari Centrale e sull’upgrading tecnologico della Direttissima Firenze-Roma con sistema ERTMS.
La mappa delle prossime attivazioni mostra un’Italia attraversata da opere che guardano sia alla mobilità quotidiana sia alla competitività di lungo periodo. Nei prossimi dodici mesi sono previste, tra le altre, attivazioni nel Nodo di Genova, sulla Brescia-Verona, al Pigneto a Roma, sulla AV/AC Roma-Napoli, sulla Napoli-Bari, sull’Anello di Palermo, sulla Pescara-Bari, sulla Battipaglia-Potenza e sul raddoppio Decimomannu-Villamassargia in Sardegna.
Estate 2026, viaggiare informati: la mappa di agosto
Per quanto riguarda l’estate e in particolare il mese di agosto il quadro che emerge è chiaro: non una rete bloccata, ma una rete con alcune direttrici disponibili e altre interessate da limitazioni programmate, deviazioni o allungamenti dei tempi.
Il valore dell’informazione sta proprio qui: permette di capire prima dove la circolazione sarà più lineare e dove, invece, sarà necessario programmare con maggiore attenzione.
| Direttrice | Agosto 2026 | Cosa deve sapere chi viaggia |
| Adriatica | Direttrice disponibile | È tra gli assi salvaguardati per la mobilità turistica |
| Tirrenica sud e nord | Direttrice disponibile | Resta strategica per molte località di vacanza |
| Orte-Falconara | Direttrice disponibile | Garantisce continuità tra Centro Italia e Adriatico |
| Caserta-Foggia | Disponibile ad agosto | I principali lavori indicati sono concentrati a giugno |
| Battipaglia-Potenza | Disponibile ad agosto | La tratta è indicata tra quelle mantenute operative nel mese clou |
| Firenze-Roma | Viaggi con tempi da considerare | Dal 10 al 28 agosto deviazioni sulla linea convenzionale tra Chiusi e Orvieto, con circa +30 minuti |
| Milano-Bologna AV/AC | Finestra di lavori ad agosto | Dal 10 al 17 agosto deviazioni sulla linea convenzionale, con circa +60 minuti |
| Milano-Venezia | Finestra di lavori rilevante | Dal 2 al 16 agosto deviazioni via Padova-Bologna-Verona, con circa +90 minuti |
| Milano-Genova | Direttrice interessata da limitazioni | Deviazioni via Piacenza-Voghera, con circa +40/60 minuti |
Questa è la chiave costruttiva della comunicazione FS: non lasciare che il viaggiatore scopra la modifica quando è già in stazione, ma mettere a disposizione una mappa preventiva, comprensibile, utile a organizzare partenze, coincidenze e rientri.

Le tratte da tenere d’occhio prima di partire
La pianificazione estiva prevede alcune interruzioni programmate su tratte strategiche. FS sottolinea che l’obiettivo è concentrare i lavori in finestre definite, predisporre alternative e ridurre l’impatto complessivo nel medio-lungo periodo.
| Linea | Periodo | Intervento | Effetto previsto |
| Milano-Genova | 3 giugno-30 settembre; interruzione completa 20 luglio-28 agosto | Manutenzione straordinaria Ponte Po | Soluzioni alternative e tempi più lunghi, circa +30/60 minuti |
| Verona-Vicenza | 2-16 agosto | Attraversamento di Vicenza e adeguamento Montebello | Deviazioni, circa +90 minuti |
| Milano-Bologna AV/AC | 10-17 agosto | Rinnovo deviatoi tra Piacenza Est e Melegnano | Deviazioni su linea convenzionale, circa +60 minuti |
| Firenze-Roma Direttissima | 10-28 agosto | Galleria Fabro e viadotto Paglia | Deviazione su linea convenzionale tra Chiusi e Orvieto, circa +30 minuti |
| Nodo di Firenze – FI Statuto/FI Campo Marte | 5-9 luglio e 26-30 luglio | Ponte al Pino, fasi 2 e 3, Sostituzione travata metallica | Navette bus o deviazioni, circa +60 minuti |
| Caserta-Foggia / Napoli-Bari | 1-10 giugno (NA-Cancello) 10-30 giugno (PM Maddaloni-PM Cervaro) |
Attività nuova linea AV/AC Napoli-Bari | Soluzioni alternative e bus |
| Roma-Napoli via Cassino | 6-23 agosto | Galleria Olmata | Bus sostitutivi su alcune fasi |
Il punto non è negare l’impatto dei lavori. Il punto è renderlo leggibile. In una fase di cantieri così estesa, la differenza tra disagio e gestione passa spesso dalla qualità dell’informazione: sapere prima quale tratta cambia, per quanti giorni, con quale alternativa e con quali tempi stimati.

Ferro e gomma, la mobilità si coordina
Uno dei passaggi più interessanti della conferenza riguarda il coordinamento tra RFI e Anas. La logica è semplice, ma decisiva: quando una linea ferroviaria è interessata da lavori, il sistema stradale deve poter sostenere itinerari alternativi; quando una viabilità è sotto pressione, la ferrovia deve essere integrata dentro una pianificazione più ampia.
Il coordinamento RFI-Anas viene indicato come strumento per allineare i calendari dei lavori 2026 e garantire sempre, dove possibile, la disponibilità di itinerari alternativi. Gli obiettivi sono due: garantire una viabilità attiva tra ferro e gomma sul territorio e programmare in modo integrato la gestione del periodo estivo.
| Azione | Obiettivo per i viaggiatori |
| Allineamento dei calendari lavori RFI-Anas | Evitare sovrapposizioni critiche tra cantieri ferroviari e stradali |
| Programmazione integrata del periodo estivo | Rendere più sostenibile la mobilità nei mesi di maggiore traffico |
| Itinerari alternativi | Offrire percorsi praticabili quando una tratta è interessata da lavori |
| Bus sostitutivi | Garantire continuità di servizio nelle fasi di interruzione |
| Coordinamento territoriale | Collegare meglio infrastruttura ferroviaria, rete stradale, stazioni e nodi urbani |
È un cambio di prospettiva importante: la mobilità non può più essere raccontata per compartimenti separati. Ferro e gomma diventano parti dello stesso sistema, soprattutto quando il Paese deve gestire insieme cantieri, turismo, pendolarismo e grandi flussi stagionali.
La macchina organizzativa dietro i cantieri
Dietro la mappa dei lavori c’è una macchina organizzativa costruita su prevenzione, presidio e gestione delle criticità. FS indica una serie di interventi preventivi mirati: definizione dei provvedimenti con le imprese ferroviarie, verifica preventiva dei punti di accesso, pianificazione dei presidi funzionali, disponibilità di mezzi e risorse per soccorso e sgombero, revisione dei piani di reset.
Sul fronte della manutenzione, sono previste oltre 200mila ore al mese e più di 1.500 risorse dedicate, con interventi su deviatoi, linea di contatto, sistemi di monitoraggio della temperatura rotaia, impianti di condizionamento e ventilazione, gruppi elettrogeni, batterie, diserbo e taglio della vegetazione.
| Area di intervento | Cosa significa concretamente |
| Prevenzione tecnica | Controlli e manutenzione per ridurre guasti e criticità |
| Presidio manutentivo | Rafforzamento dei nuclei RFI sulle principali direttrici |
| Gestione dell’allerta | Monitoraggio continuo delle condizioni operative |
| Piani di reset | Procedure per ripristinare più rapidamente la normalità |
| Risorse per soccorso e sgombero | Disponibilità preventiva di mezzi e personale |
| Controllo temperature ed eventi meteo | Maggiore attenzione a caldo estremo e resilienza climatica |
È un aspetto meno visibile al viaggiatore, ma fondamentale: la qualità di un’estate ferroviaria complessa non dipende solo dai lavori programmati, ma anche dalla capacità di gestire l’imprevisto.
Stazioni, ascensori e tornelli: la qualità del viaggio si vede nei dettagli
FS ha dedicato attenzione anche al presidio operativo nelle stazioni. Nel 2026 saranno potenziate le azioni già avviate nel 2025: Station Staff, presidi per grandi eventi e grandi interruzioni, piano straordinario estivo in circa 70 stazioni e coordinamento con la Sala Operativa Centrale Stazione.
Particolare attenzione sarà riservata agli ascensori, con presidi di ditte specializzate per garantire la continuità di funzionamento degli impianti e presidi di facchinaggio in caso di emergenza. Ci sarà anche un focus sui tornelli di Roma Termini e Milano Centrale, le stazioni dove si concentra la maggiore frequenza di viaggiatori.
Sono dettagli solo in apparenza. Per una famiglia con bagagli, una persona anziana, un viaggiatore con disabilità o chi deve cambiare treno in pochi minuti, un ascensore funzionante, un presidio informativo o un accesso gestito bene possono fare la differenza tra una criticità e un viaggio comunque sostenibile.
FS Energy, l’altra infrastruttura: produrre energia per far muovere i treni
Dentro la trasformazione della rete c’è anche una partita meno visibile, ma strategica: l’energia.
FS non sta investendo soltanto in binari, stazioni, tecnologie e nuove tratte. Sta costruendo anche una strategia per produrre una quota crescente dell’elettricità necessaria a far funzionare il sistema ferroviario. È qui che entra in gioco FS Energy, la società del Gruppo nata per rendere l’approvvigionamento energetico più sostenibile, efficiente e meno esposto alla volatilità dei mercati.
| Tema | Perché conta |
| Autoproduzione energetica | Riduce la dipendenza dal mercato elettrico |
| Fotovoltaico collegato alla rete ferroviaria | L’energia rinnovabile alimenta direttamente l’infrastruttura dei treni |
| 1,1 GW di rinnovabili entro il 2029 | FS punta a costruire capacità energetica propria in pochi anni |
| Circa 2 GW entro il 2034 | La strategia energetica diventa una leva industriale di lungo periodo |
| Fino al 40% dei consumi coperti | L’energia autoprodotta può diventare una quota rilevante del fabbisogno del Gruppo |
L’attivazione dell’impianto fotovoltaico di Arezzo, dopo quelli di Padova e Foggia, conferma questa direzione: energia rinnovabile prodotta a servizio della rete ferroviaria e collegata alle sottostazioni elettriche che alimentano la trazione dei treni.
L’energia autoprodotta non è soltanto sostenibilità ambientale. È autonomia industriale, protezione dai prezzi dell’elettricità, maggiore resilienza e capacità di programmare il futuro della mobilità con strumenti propri.
Aldo Isi e la governance delle opere strategiche
Nel racconto della trasformazione infrastrutturale va chiarito anche il tema della governance. Non si parla di RFI commissariata in senso societario, ma del ruolo di Aldo Isi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RFI, come Commissario straordinario di Governo per specifiche opere strategiche, tra cui la velocizzazione e il potenziamento della linea ferroviaria adriatica.
È una distinzione importante. Il modello commissariale non riguarda la gestione ordinaria della società, ma alcune infrastrutture considerate prioritarie per il Paese. La logica è accelerare la progettazione, l’affidamento ed esecuzione degli interventi, riducendo i tempi amministrativi su opere che hanno un impatto diretto sulla capacità, sulla regolarità e sulla competitività del sistema ferroviario.
Anche questo rientra nell’operazione verità: raccontare non solo i cantieri, ma il modo in cui vengono governati.
La rete che cambia mentre il Paese continua a muoversi
La conferenza stampa del Gruppo FS racconta una sfida complessa: modernizzare la rete ferroviaria senza fermare il Paese. È una sfida tecnica, industriale, economica e comunicativa.
Il 2026 sarà un anno intenso per chi viaggia e per chi gestisce la rete. Ci saranno cantieri, finestre di interruzione, deviazioni e tempi da ricalcolare. Ci sarà, pero’, anche una pianificazione pensata per rendere leggibile la trasformazione: mappe, calendari, alternative, presidi nelle stazioni, coordinamento con Anas, investimenti tecnologici e una comunicazione più diretta verso cittadini e territori.
Il senso dell’operazione FS sta qui: non chiedere fiducia al buio, ma costruirla attraverso la trasparenza.
Una rete più moderna non nasce lontano dagli occhi dei viaggiatori. Nasce mentre i treni continuano a correre, le persone partono, le città restano collegate e il Paese prova a tenere insieme quotidianità e futuro.








