(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Un avvio di settimana in rosso per le Borse europee, che restano appese all’incertezza dei colloqui fra Stati Uniti e Iran e al caos nello Stretto di Hormuz, che resta chiuso e torna a spingere al rialzo il prezzo del petrolio. Il tutto mentre si avvicina la scadenza della tregua fra Teheran e Washington. In Medio Oriente si sono riaccese infatti le tensioni, dopo che gli Usa hanno sequestrato una nave battente bandiera iraniana nel Golfo dell’Oman: si tratta del primo uso noto della forza dall’entrata in vigore del blocco statunitense. Gli occhi rimangono puntati sull’avvio di un secondo round di trattative in Medio Oriente: il presidente Trump è convinto che sarà firmato un accordo con Teheran a Islamabad, dove è attesa per mercoledì la delegazione americana guidata dal vicepresidente J.D. Vance. Allo stesso tempo, secondo quanto riporta Bloomberg, Trump ritiene «altamente improbabile» una proroga del cessate il fuoco, minacciando che senza un accordo rimarrà in vigore il blocco dello Stretto e «ci saranno molte bombe». Dal canto suo, Teheran – secondo quanto riferito da diversi media internazionali – sta «valutando positivamente» la sua partecipazione ai colloqui, che però non è ancora certa. Intanto, giovedì è previsto un nuovo round negoziale fra Israele e Libano.
Così, dopo i record di venerdì scorso, a Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in calo dell’1,36%, pur continuando a difendere la soglia dei 48mila, a 48.207 punti circa. Da segnalare che sull’indice ha inciso anche lo stacco delle cedole di otto società, che pesa per lo 0,62%. Non dissimile il resto d’Europa, che archivia una seduta sostanzialmente in rosso: giù Francoforte (-1,1%), Parigi (-1,1%), Amsterdam (-0,2%) e Madrid (-1,3%).
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Wall Street debole
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran restano al centro dell’attenzione anche dei mercati d’Oltreoceano, dove i principali indici viaggiano sotto la parità. Wall Street viene, come l’Europa, da una settimana da record, in cui lo S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno raggiunto i massimi storici. La scorsa settimana, l’indice S&P 500 ha infatti guadagnato il 4,5%, mentre il Nasdaq Composite è balzato del 7,2%, registrando la sua tredicesima seduta consecutiva in rialzo, una serie positiva che non si vedeva dal 1992. Nella giornata di lunedì, Wall Street è rimasta intorno alla parità, con l’indice Dow Jones che ha ceduto lo 0,03%, l’S&P500 lo 0,22% e il Nasdaq lo 0,26%.
Sull’azionario, Marvell Technology beneficia delle indiscrezioni su possibili collaborazioni con Google (Alphabet Classe A) sui chip AI, citate da The Information. Della medesima notizia ne risente Broadcom, che perde terreno dopo la recente stipula di un accordo per la produzione delle future versioni dei chip AI proprio con Google. In calo anche le azioni di American Airlines, dopo che la compagnia aerea ha respinto le voci di una potenziale megafusione con United Airlines. La storica compagnia aerea Usa ha rilasciato una dichiarazione venerdì, poco dopo la chiusura dei mercati, spiegando di non essere interessata «ad alcuna discussione riguardante una fusione con United Airlines», si legge.
A Milano bene gli oil, focus su UniCredit
Sull’azionario milanese, il rialzo del greggio ha spinto come di consueto i titoli oil: tra i migliori Eni (+2,5%) premiata anche dalla scoperta di un nuovo giacimento di gas in Indonesia. Salgono anche gli altri titoli di comparto come Tenaris (+3,9%) e Saipem (+3,2%), che beneficia del contratto con Eni per una nuova bioraffineria di Priolo dal valore di 700 milioni. Positiva anche Nexi (+3,7%), mentre hanno chiuso in negativo i bancari, in particolare con Bpm (-1,7%), Intesa (-2,1%) e Unicredit (-3%). Quest’ultima in un comunicato ha definito l’istituto tedesco Commerzbank (+1,3%) non «adeguatamente preparato ad affrontare le sfide future» e «eccessivamente concentrato sul conseguimento di risultati a breve termine». Il ceo di Piazza Gae Aulenti, Andrea Orcel, che ha inoltre affermato che una revisione dell’Ops dipenderà dal «livello di adesione» e da «una maggiore trasparenza da parte di Commerzbank». In coda, tra gli altri, Lottomatica (-4,7%) e Buzzi (-2,9%).





