Tragedia sulle motagne dell’Alto Adige nel primo giorno di primavera. Si è staccata una valanga sul Tallone Grande, a Racines, in Val Ridanna nell’Alto Adige. Tragico il bilancio: due morti e sette feriti, di cui tre gravi. Due scialpinisti sono stati recuperati morti dalle masse nevose, mentre un altro è stato subito portato dall’elicottero di soccorso austriaco Christophorus alla Clinica universitaria di Innsbruck. Le vittime sono due uomini altoatesini: Martin Parigger, guida alpina di 62 anni di Ridanna, e Alexander Frötscher, 56 anni, originario di Ridanna, ma residente in Austria. Sul posto è stato effettuato un maxi intervento con circa 80 operatori tra Soccorso alpino e vigili del fuoco.
Impressionante il fronte della slavina
Impressionanti le dimensioni del distaccamento nevoso, largo 150 metri e lungo 800, così come enorme è stata l’operazione di soccorso scattata immediatamente. La slavina si è staccata nella zona di Racines alle ore 11:40 a 2.445 metri di quota e ha coinvolto complessivamente 25 scialpinisti, che in quel momento si trovavano sul pendio. La maggior parte fortunatamente è stata però solo sfiorata dalle masse nevose.
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Sei gli elicotteri intervenuti, 80 i soccorritori
In totale sono intervenuti circa 80 persone, tra vigili del fuoco, soccorso alpino e guardia di finanza (senza contare le unità cinofile con i cani da ricerca). Sei gli elicotteri che hanno pattugliato l’area: cinque dall’Alto Adige (i tre Pelikan, l’Aiut Alpin Dolomites e la Guardia di finanza) e uno dal Tirolo (il Christophorus 1 di Innsbruck). Il gruppo è stato immediatamente rintracciato grazie all’Artva, il dispositivo di localizzazione ricetrasmittente in dotazione agli scialpinisti.
I feriti più gravi ricoverati a Merano, Bolzano e Bressanone
I feriti più gravi sono ricoverati nei posti letto in terapia intensiva presso gli ospedali di Merano, Bolzano e Bressanone, dovesono giunti i feriti. Prima di oggi, l’ultima vittima in Alto Adige c’era stata lo scorso 22 febbraio nel comprensorio di Merano 2000: in quell’occasione, poco dopo mezzogiorno la massa nevosa si era staccata dal monte Plattinger nella zona di passo Missensteiner. Anche in quel caso, il dispiegamento di soccorritori intervenuti fu massiccio: tra i 50 e i 70 provenienti da Merano, Lana e Sarentino, con unità cinofile, sonde ed elicotteri dotati del sistema di tracciamento. La vittima era un cinquantenne altoatesino – Armin Schwitzer – originario della Val Sarentino. A trovarlo un cane da valanga dopo alcune ore di ricerca.
Decimo anniversario della valanga di Monte Nevoso
Proprio in questi giorni, tra l’altro, ricorre il decimo anniversario della valanga di Monte Nevoso, sopra Riva di Tures (era il 12 marzo). Si tratta della più grave disgrazia degli ultimi anni sulle montagne dell’Alto Adige: sei morti tra cui un ragazzo di 16 anni, una giovane infermiera, un alpinista molto esperto, che aveva scalato addirittura il Manaslu, e il direttore generale della Camera di Commercio del Tirolo.







