Gli ambasciatori britannico e francese in Russia sono stati convocati oggi al ministero degli Esteri, che ha presentato loro una protesta per un bombardamento delle forze ucraine sulla regione russa di Bryansk compiuto con missili franco-britannici Storm Shadow/Scalp, con un bilancio di 8 morti e 40 feriti secondo le autorità locali. Il ministero degli Esteri, citato dall’agenzia Ria Novosti, ha chiesto che Parigi e Londra esprimano «una condanna inequivocabile dell’attacco terroristico delle forze armate ucraine su Bryansk», affermando che un rifiuto da parte loro sarà considerato un atto di «solidarietà con i metodi terroristici».
Zelensky da Parigi: «Revoca sanzioni Usa non favorisce la pace»
Nel frattempo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è recato a Parigi per colloqui con il presidente Emmanuel Macron sulle modalità per aumentare la pressione sulla Russia. In questo contesto Zelensky ha dichiarato che la revoca delle sanzioni statunitensi «non favorisce la pace». «Penso che la revoca, anche temporanea, delle sanzioni rafforzerebbe la posizione della Russia», ha detto il leader di Kiev, sostenendo che «più la Russia ha soldi per finanziare la macchina di guerra, più ha anche mezzi per inviare droni in Medio Oriente» e «destabilizzare» ulteriormente la situazione. Inoltre, in un incontro con i giornalisti, il predidente ucraino ha specificato che «anche solo questo allentamento da parte degli Stati Uniti potrebbe fornire alla Russia circa 10 miliardi di dollari per la guerra».
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Macron: «Nessuno sconto alla Russia anche se c’è guerra in Iran»
«Il contesto dell’aumento dei prezzi del petrolio non deve in alcun modo portarci a rivedere la nostra politica di sanzioni nei confronti della Russia: è la posizione che il G7 ha mantenuto, ed è ovviamente la posizione della Francia e dell’Europa». Così il presidente francese ribadisce la linea dura contro Mosca, nonostante il dilagare del conflitto in Medio Oriente. Per il capo di Stato la Russia «si sbaglia» se pensa che «la guerra in Iran possa offrirle un momento di tregua». Una posizione in contrasto proprio con la revoca di alcune sanzioni da parte americana. Macron ha poi assicurato «con forza e chiarezza» che il prestito da 90 miliardi di euro promesso dai leader dell’Unione Europea all’Ucraina sarà «mantenuto». Commentando il blocco dei versamenti da parte dell’Ungheria, il capo di Stato francese ha detto che «è dovere di ogni nazione mantenere le promesse fatte e gli impegni politici presi da tutti a dicembre» anche se emergono dei disaccordi. Budapest si è messa di traverso al prestito e chiede all’Ucraina di riaprire rapidamente il trasporto verso il territorio ungherese del petrolio russo tramite l’oleodotto Druzhba, danneggiato, secondo le autorità ucraine, da un attacco della Russia.
Zelensky: «Trovate soluzioni per la difesa»
Al termine dell’incontro tra Zelensky e Macron, il presidente ucraino ha espresso la propria soddisfazione per l’esito della discussione: «Abbiamo parlato di progetti bilaterali, del programma SAFE. Tutto ciò rappresenta un potenziale significativo che può rafforzare sia i nostri Stati che l’intera Europa». Zelensky ha poi ringraziato la Francia per l’aiuto durante il conflitto e ha detto di aver raggiunto accordi per rafforzare le difese: «L’Ucraina è grata per il sostegno alla difesa francese in tutti questi anni. E oggi abbiamo individuato un passo e soluzioni specifiche che possono dare un risultato concreto. Questo vale sia per la difesa aerea che per l’aviazione da combattimento».
Mosca ha lanciato nella notte 127 droni d’attacco
Intanto, sul campo, la Russia ha lanciato 127 droni d’attacco contro l’Ucraina nella notte tra il 12 e il 13 marzo, di cui più di 80 di tipo Shahed. Lo ha annunciato l’aviazione militare ucraina, aggiungendo di averne abbattuti o neutralizzati 117. Le autorità hanno segnalato otto impatti di droni e di un missile su sette siti, oltre alla caduta di detriti di droni abbattuti su cinque siti.







