Il capo economista della seconda banca più grande della Russia è stato licenziato dopo una serie di commenti critici sulla situazione dell’economia, tra cui l’avvertimento che Mosca non avrebbe vinto una guerra economica prolungata con l’Ucraina. Lo riferisce il Guardian. Andrei Klepach, capo economista di VEB, la banca statale russa per lo sviluppo, dal 2014, è stato licenziato pochi giorni dopo che i media russi avevano riferito di un duro discorso da lui tenuto a maggio davanti ad altri economisti. Come riportato dal Moscow Times, Klepach aveva affermato che la Russia stava “rimanendo indietro” rispetto alla Cina e agli Stati Uniti sul piano economico e, “per certi aspetti”, anche rispetto a Kiev.
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Intanto, non si fermano gli attacchi ucraini in territorio russo. La difesa aerea di Mosca ha intercettato e distrutto 205 droni ucraini in volo sul Mar d’Azov e sul Mar Nero durante la notte. Lo ha riferito il Ministero della Difesa russo. Le Forze Armate ucraine hanno lanciato anche missili contro il villaggio di Koloskovo nella regione di Belgorod. Autorità locali citate dall’agenzia Tass riferiscono che una donna è stata uccisa quando un drone ha colpito la sua abitazione nella regione di Astrakhan. Un uomo ha perso la vita in un raid di droni nella regione frontaliera di Bryansk e un militare è morto in un attacco in quella di Belgorod. Sempre nella regione di Belgorod in precedenza il governatore, Alexander Shuvayev, aveva riferito che sei persone erano state uccise e quattro ferite in un attacco missilistico sul villaggio di Koloskovo. Tra i feriti, anche un bambino di 14 anni.
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Mosca, nuovamente bombardati i porti ucraini di Odessa e Izmail
Intanto anche la Russia è tornata a bombardare la scorsa notte i porti ucraini di Odessa, sul Mar Nero, e di Izmail, sul Danubio, lungo il confine con la Romania. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Mosca, secondo il quale a Odessa sono stati colpiti una motosilurante della classe Tarantul e un centro logistico di Nova Pochta, il più grande spedizioniere privato del Paese, i cui siti sono già stati presi di mira più volte nelle ultime settimane. A Izmail, aggiunge il ministero, sono stati bersagliati «un terminale di attracco per lo scarico delle navi con carichi di uso militare, hangar con equipaggiamento militare occidentale, nonché magazzini di imbarcazioni senza equipaggio».
Media, la Russia ha costruito 10 basi segrete per lanciare droni a lungo raggio
Secondo il quotidiano britannico The Telegraph, che ha pubblicato una inchiesta basata sull’analisi di immagini satellitari, documenti riservati e dati della società di analisi DroneSec, la Russia avrebbe costruito e ampliato almeno dieci basi militari lungo i confini con l’Ucraina e la Bielorussia, progettate per il lancio massiccio di droni di ultima generazione al fine di indebolire e sfondare sistematicamente le difese aeree ucraine. Giornalisti e analisti militari hanno scoperto 59 rampe di lancio meccaniche lungo i confini tra Ucraina e Bielorussia. Queste catapulte su rotaia sostituiscono le piste di atterraggio e consentono il lancio rapido di droni pesanti simili ad aerei proprio in prossimità della linea del fronte. Gli esperti indicano che alcune sono progettate per il lancio delle più recenti versioni ad alta velocità di droni a lungo raggio, dotate di propulsione a reazione. Alcuni di questi hub sono stati creati convertendo basi militari e aeroporti civili preesistenti, mentre altri sono stati costruiti da zero in aree rurali.
Kallas, puntiamo ad aumentare di un terzo le entità russe sanzionate
L’Alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri, Kaja Kallas, ha annunciato, sulle pagine del quotidiano tedesco Die Welt, l’intenzione di aumentare di un terzo il numero di entità russe soggette a sanzioni a causa della guerra in Ucraina. «Per questo autunno propongo la lista di sanzioni più ambiziosa dall’inizio del conflitto. Una volta adottate, tali misure porterebbero a un aumento immediato di un terzo del numero complessivo di entità russe sanzionate», ha dichiarato la diplomatica. Dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022, «le sanzioni dell’Ue hanno già comportato costi elevatissimi per la Russia, privando la sua macchina bellica di oltre mille miliardi di euro», ha affermato. Dall’inizio della guerra, l’Unione europea ha adottato 21 pacchetti di sanzioni contro la Russia; secondo la Commissione europea, le misure colpiscono attualmente quasi 3.000 tra individui ed entità.





