Un testa a testa serratissimo, con l’opposizione di centrosinistra avanti di un’incollatura, che rende la formazione del prossimo governo svedese un vero e proprio rebus, difficile da sciogliere prima del conteggio di tutti i voti, anche quelli provenienti dall’estero.
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Secondo le proiezioni notturne dell’authority elettorale, basate sui voti provenienti da 4.853 dei 6.312 collegi elettorali, al blocco guidato dai socialdemocratici di Magdalena Andersson andrebbero 175 seggi contro i 174 della destra guidata dal premier uscente, Ulf Kristersson. In percentuale, una differenza dello 0,3%, 49,4 contro il 49,1%.
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Non abbastanza per dire con certezza se la Svezia tornerà nell’alveo della sua tradizione socialdemocratica dopo quattro anni di governo di destra, anche se la leader dell’opposizione, Magdalena Andersson, parlando nella notte ai suoi sostenitori ha gettato il cuore oltre l’ostacolo: «Noi Socialdemocratici – ha detto – saremo sempre pronti ad assumerci le nostre responsabilità (…) per il momento siamo in testa. E se questo dato verrà confermato, allora la Svezia avrà un nuovo governo».
Tra i pochi dati che appaiono certi, l’arretramento dell’estrema destra dei Democratici svedesi, che perderebbero quasi tre punti percentuali rispetto al 2022 e che potrebbero aver pagato i buoni risultati ottenuti durante la legislatura nei loro temi “core”, lotta alla criminalità e stretta sull’immigrazione, che hanno perso la centralità che avevano avuto nella precedente campagna elettorale; potrebbe inoltre aver spaventato alcuni elettori l’ipotesi di vedere entrare al governo, dopo l’appoggio esterno garantito a quello uscente, il partito, con radici neonaziste seppure guidato a una progressiva normalizzazione dal leader Jimmie Akesson. Se dunque il voto era considerato anche una sorta di referendum sui Democratici Svedesi, le urne hanno dato questo responso. E l’establishment europeo tira un sospiro di sollievo.
I risultati
Guardando più in dettaglio ai risultati dei singoli partiti, i Socialdemocratici si confermano i più votati, con il 28% dei consensi, anche se continuano a perdere voti; tra gli altri partiti del blocco di centrosinistra crescono la Sinistra (8,2%) e i Verdi (6,1), sostanzialmente stabile il Partito di Centro (7,1).





