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Home Economia Italiana

Spread e rendimenti ai massimi dopo l’aumento dei tassi della Bce, differenziale a 88 punti

di Redazione Impresa mercati
11/09/2026
in Economia Italiana
Spread e rendimenti ai massimi dopo l’aumento dei tassi della Bce, differenziale a 88 punti
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Nella mattinata dell’11 settembre lo spread con i Bund tedeschi ha raggiunto 88 punti base, uno dei livelli più alti delle ultime settimane e il secondo più elevato del 2026. Anche i rendimenti hanno fatto segnare un record, raggiungendo il 4,38% per i Btp decennali, il più alto da tre anni.

È l’effetto della combinazione di diversi fattori, che partono dal comportamento delle banche centrali, sia la Bce, si ala Fed, e arrivano alla guerra in Medio Oriente e a quella in Ucraina, passando per la crescente paura per le elezioni del 2027 in tutta Europa.

Spread a 88 punti e record dei rendimenti: cosa sta succedendo

Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha raggiunto 88 punti base. Si tratta del livello più alto da marzo, quando lo scoppio della guerra in Medio Oriente aveva mandato in crisi i mercati finanziari. Questa volta, però, non si tratta solo di una crescita improvvisa della distanza tra titoli italiani e tedeschi.

I rendimenti più alti dal 2023

In mattinata i rendimenti dei Btp a 10 anni, quelli su cui si misura lo spread, hanno raggiunto il 4,38%. Non si vedevano interessi così alti da novembre del 2023, durante la discesa di uno dei maggiori picchi degli ultimi anni. Non si tratta di un problema soltanto italiano. Al contrario, le cause dietro a questo aumento delle cedole sono tutte internazionali.

Perché i rendimenti dei Btp sono così alti

A far alzare così tanto i rendimenti dei titoli di Stato hanno contribuito tre fattori:


  • l’aumento dei tassi di interesse della Bce e il comportamento incerto della Fed;
  • l’escalation in Medio Oriente, l’avanzata degli Houthi in Yemen e gli sviluppi della guerra in Ucraina;
  • la vittoria dell’estrema destra in Germania e le conseguenti preoccupazioni per le elezioni del 2027 in Europa.

Si tratta di tre elementi di instabilità che creano una situazione che spaventa i mercati e quindi riduce gli investimenti, con conseguente aumento dei rendimenti necessario per rendere più appetibili i titoli di Stato.

Le aste dei titoli di Stato risentono degli aumenti dei rendimenti

L’impatto di questi aumenti è immediatamente misurabile grazie all’aste dei titoli di Stato a medio e lungo termine che si è conclusa ieri 10 settembre. I rendimenti hanno infatti superato nettamente le cedole fornite dal Tesoro:

  • Btp 3 anni con scadenza settembre 2029, cedola annua del 3%, rendimento del 3,43%;
  • Btp a 7 anni con scadenza settembre 2033, cedola annua del 3,35%, rendimento del 3,98%.
  • Btp a 50 anni con scadenza marzo 2072, cedola annua del 2,15%, rendimento del 4,16%.

I rapporti di copertura sono stati tutti positivi, a segnalare comunque una domanda piuttosto alta per i titoli di Stato italiani. Le aste di inizio settembre si sono concluse con questa emissione, ma le prossime saranno a fine mese:

  • 24 settembre l’asta dei Btp Short e dei Btp€i;
  • il 25 settembre l’asta dei Bot;
  • il 26 settembre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

I rendimenti e gli spread in Europa crescono

Come accennato, l’aumento di spread e rendimenti non riguarda soltanto l’Italia. La Spagna si conferma uno dei Paesi più stabili. I Bonos hanno limitato il differenziale a 47 punti base, mantenendo inoltre i rendimenti di poco sotto il 4%.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 10 settembre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,50% –
Btp italiani 4,38% 88
Oat francesi 4,44% 94
Bonos spagnoli 3,97% 47

Al contrario, la Francia continua a essere il Paese meno stabile dal punto di vista del debito pubblico tra quelli più importanti in Ue. Gli Oat hanno raggiunto 94 punti di spread, con un rendimento del 4,45%.

Le indicazioni contenute in questo articolo hanno uno scopo esclusivamente informativo, possono essere modificate in qualsiasi momento e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza finanziaria con figure professionali specializzate. QuiFinanza non offre servizi di consulenza finanziaria, di advisory o di intermediazione e non si assume alcuna responsabilità in relazione a ogni utilizzo delle informazioni qui riportate.

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