Ci sarebbe un altro indagato nel
caso Resinovich, oltre a Sebastiano Visintin, vedovo di Liliana.
Lo ha reso noto la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”
precisando che il reato imputato sarebbe frode processuale. Una
imputazione riconducibile a fatti commessi nel gennaio 2022.
Dalla trasmissione indicano che si tratta di un reato
relativo a chi altera “artificiosamente lo stato dei luoghi o
delle cose o delle persone” per “trarre in inganno il giudice” o
“il perito nell’esecuzione di una perizia”.
Il quotidiano Il Piccolo sul proprio sito si spinge a
ipotizzare che possa trattarsi del preparatore anatomopatologo
Giacomo Molinari, il tecnico che su spontanea ammissione
sostenne che l’11 gennaio 2022 – supportando il medico legale
Fulvio Costandinies nell’ esame autoptico su Liliana – ne aveva
rotto una vertebra. Tesi sconfessata dai consulenti di Sergio
Resinovich – il fratello di Liliana – i professori Vittorio
Fineschi e Stefano D’Errico, secondo i quali quell’osso era già
rotto prima dell’esame. Motivo per cui Sergio aveva querelato il
tecnico. Al Piccolo, però, Molinari avrebbe riferito: “non ho
ricevuto notifiche”. Sergio Resinovich aveva anche chiesto “al
Ministro della Salute una tempestiva e rigorosa ispezione”.
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