I gruppi classificati come «estremisti acclarati» vengono sottoposti a una attività di monitoraggio invasiva, con tutta la gamma degli strumenti di intelligence a disposizione dei servizi. Possono essere bloccati i finanziamenti e le carriere dei funzionari sono a rischio.
Esulta la co-leader di Alternative für Deutschland, Alice Weidel: «Non solo l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione non può più classificare Afd come estremista di destra accertato, ma la sentenza del tribunale amministrativo di Colonia ha anche indirettamente posto fine ai fanatici del divieto. Una grande vittoria non solo per Afd, ma anche per la democrazia e lo Stato di diritto!».
Il ministro degli Interni, Alexander Dobrindt (Csu), ha invece sottolineato la parte della decisione che riscontra con «sufficiente certezza che all’interno dell’Afd si stanno sviluppando spinte contro l’ordinamento democratico». Riguardo alle richieste di avviare la procedura di messa al bando, il ministro ha sottolineato che il partito va «battuto politicamente, non vietato».
Gli altri procedimenti
Oltre al procedimento che riguarda il partito a livello federale, ce ne sono numerosi che coinvolgono le sue sezioni regionali. L’ultima a essere stata dichiarata estremista di destra è stata quella della Bassa Sassonia, il 17 febbraio, primo Land della vecchia Germania Ovest. La stessa sorte era già capitata in quattro Länder orientali su cinque: Brandeburgo (la regione che circonda Berlino), Turingia, Sassonia e Sassonia-Anhalt, dove si voterà a settembre. In Baden-Württemberg, dove si vota a marzo, Assia e a Brema, Afd è dichiarata «caso sospetto». In Baviera è sotto osservazione.
Anche l’ex organizzazione giovanile Junge Alternative è stata classificata dal Bfv come «estremista di destra acclarata». Scioltasi nel 2025, si sta ricostituendo come «Generazione Germania», che però è già al centro di polemiche e accuse per i legami con ambienti di estrema destra, che imbarazzano gli stessi vertici del partito.






