Il governo panamense ha deciso di
sospendere l’adozione dell’imposta minima globale del 15% sulle
grandi aziende con ricavi superiori a 871,2 milioni di dollari.
A sei anni dal sostegno iniziale all’iniziativa promossa
dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico
e dal G20, l’amministrazione del presidente José Raúl Mulino ha
invertito la rotta, accantonando temporaneamente le trattative.
Il ministro dell’Economia, Felipe Chapman, ha giustificato la
scelta citando le mutate dinamiche geopolitiche. “Non so se
diventerà un tema di rilevanza nell’agenda globale”, ha
dichiarato, aggiungendo che attualmente la misura non rientra
nei dibattiti istituzionali.
Il settore privato e gli esperti suggeriscono una strategia
di attesa. La decisione internazionale di esentare le società
statunitensi dal nuovo tributo, ottenuta in seguito alle
pressioni di Washington, ha infatti rallentato l’applicazione
della norma in America Latina, permettendo così alle numerose
filiali nordamericane presenti a Panama di continuare a
beneficiare dell’attuale regime fiscale territoriale.
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