‘Una fuga lunga migliaia di chilometri per nascondere le crepe nel governo e rispondere alla crisi economica provocata dal suo amico Trump,senza aiutare davvero famiglie e imprese’. La missione a sorpresa di Giorgia Meloni nei paesi arabi non convince le opposizioni. Escluso Carlo Calenda, tutte la liquidano come una “toppa” per correre ai ripari. Ma la premier in un lungo video postato sui social non ci sta e replica con forza: ‘In Patria come all’estero ho una sola bussola e cioè la difesa dell’interesse nazionale’.
Il nostro obiettivo – prosegue – non è quello di fare testimonianza ma abbiamo voluto dare un messaggio di solidarietà verso nazioni amiche e dare una mano ad affrontare problemi e difendere gli interessi nazionali. Quando nel Golfo cresce l’instabilità ne risentono anche i costi dell’energia, le imprese, il lavoro e in ultima istanza il potere di acquisto delle famiglie. Il Golfo è attore fondamentale del mercato energetico mondiale e se qui la produzione si contrae o si ferma il prezzo aumenta per tutti. Il solo Qatar copre il 10% del fabbisogno italiano di gas e l’area del golfo garantisce il 15 per cento del petrolio che ci serve. Ed è per questa ragione che sto qui. In un Mondo più instabile, proteggere l’interesse nazionale significa anche e soprattutto costruire relazioni solide con partner affidabili nei luoghi che incidono sulla nostra sicurezza e la nostra economia. E’ il modo più concreto per difendere l’Italia il lavoro degli italiani e il futuro della nostra Nazione’.
Meloni riferirà giovedì prossimo alle 9 alla Camera e alle 12 al Senato sull’azione del governo. Sarà un resoconto ad ampio raggio, dallo stato di salute del governo alla situazione internazionale, e non sarà messo ai voti come succede con le comunicazioni. Dopo l’intervento della premier, ogni gruppo avrà 10 minuti per la discussione.
‘La subalternità a Trump sta facendo solo danni e le famiglie e le imprese sono in bolletta’, attacca la segretaria Dem Elly Schlein.
“Con il suo viaggio nei Paesi arabi Giorgia Meloni cerca di fare un’operazione d’immagine, l’ennesima: vuole raccontare una presidente che torna ‘operativa’ dopo la sconfitta tremenda al referendum, mentre in realtà il suo governo è nel caos, tra scandali e dimissioni una dietro l’altra. È una corsa a tenere insieme i pezzi. Ma la verità è che questo governo è politicamente finito. E lo è anche per la sua scelta di stare completamente piegati su Donald Trump’,rincara il capogruppo del M5s al Senato, Luca Pirondini.
Un viaggio nel Golfo per distogliere l’attenzione dai guai interni, è la lettura di Avs: “È imbarazzante vedere Giorgia Meloni in giro con il cappello in mano di fronte a emiri e padroni di gas e petrolio di varia natura – denuncia Nicola Fratoianni – cercando di mettere 4200 chilometri fra lei e i disastri che combinano i suoi ministri e sottosegretari”. Per Riccardo Magi di +Europa, “il governo è alla ricerca di soluzioni senza avere una strategia”. Gli fa eco Angelo Bonelli dei Verdi: “Meloni va dai signori del petrolio, a partire dall’Arabia saudita, invece di sostenere le imprese italiane”.
Plaude invece Carlo Calenda e la definisce “un’ottima iniziativa”. Da Italia viva arriva un mezzo credito di fiducia: “Siamo all’opposizione del governo, non del Paese: operare per la nostra sicurezza economica ed energetica merita apprezzamento”, è la premessa di Enrico Borghi, vicepresidente di Italia viva. Che però avvisa la premier in vista dell’informativa alle Camere: “Ci attendiamo che dopo la sconfitta referendaria, non ricorra al ‘maquillage’.
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