L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran apre una nuova e delicatissima fase di tensione in Medio Oriente e provoca una reazione articolata ma convergente in Europa: forte preoccupazione, appello alla de-escalation, richiamo al diritto internazionale e massima attenzione alla sicurezza dei cittadini presenti nell’area.
Da Teheran la linea è netta. In una dichiarazione all’ANSA, l’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran presso la Santa Sede, Mohammad Hossein Mokhtari, parla di «aggressione» e di «palese violazione dell’integrità territoriale e della sovranità nazionale», denunciando attacchi contro «siti civili in diverse città». Secondo Mokhtari, l’azione militare sarebbe avvenuta mentre Iran e Stati Uniti erano «impegnati in negoziati diplomatici», configurando – sostiene – una violazione del paragrafo 4 dell’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite. Teheran richiama l’articolo 51 della stessa Carta, rivendicando il «diritto legale e legittimo di rispondere».
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L’ambasciatore ha inoltre sollecitato una presa di posizione della Santa Sede e di Papa Leone XIV, chiedendo una condanna dell’attacco «sulla base degli insegnamenti religiosi» e un rinnovato appello alla pace.
Guterres al Consiglio Onu, rischio di una catena di eventi incontrollabili
“Stiamo assistendo a una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. L’azione militare comporta il rischio di innescare una catena di eventi che nessuno può controllare, nella regione più instabile del mondo”. Lo ha detto il Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres, aprendo il Consiglio di Sicurezza straordinario di oggi sull’Iran. Guterres ha condannato l’escalation di oggi in Medioriente affermando che “l’uso della forza da parte degli Stati Uniti e di Israele e la successiva rappresaglia iraniana nella regione mettono a rischio la pace e la sicurezza internazionale. La situazione sul terreno è fluida. Circa 20 città in tutto l’Iran — tra cui Teheran, Isfahan, Qom, Shahriar e Tabriz — sarebbero state attaccate”. Il Sergretario generale ha continuato: “Diversi alti funzionari sarebbero stati uccisi, tra cui — secondo fonti israeliane non confermate dall’Onu — la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei. Lo spazio aereo iraniano è stato chiuso e il Paese si trova sotto un quasi totale blackout di internet”, ha detto il capo dell’Onu che cita media iraniani, secondo cui un raid aereo avrebbe ucciso almeno 85 persone e ferito molte altre in una scuola femminile a Minab, nella provincia di Hormozgan.
Guterres ha espresso “profondo rammarico” perche’ l’opportunità diplomatica mediata dall’Oman con l’Iran sia stata vanificata. “La regione e il mondo hanno bisogno di una via d’uscita. Chiedo una de-escalation e un’immediata cessazione delle ostilità. L’alternativa è un potenziale conflitto più ampio, con gravi conseguenze per i civili e per la stabilità regionale”, ha detto il capo dell’Onu esortando tutte le parti a tornare immediatamente al tavolo dei negoziati, in particolare sul programma nucleare iraniano.








