Streeting ha spiegato che diversi casi sono stati confermati con certezza come riconducibili al batterio meningococco B ceppo MenB: temuta fonte di contagio contro la quale il Regno Unito ha introdotto vaccinazioni di routine su neonati e bambini piccoli dal 2015. La malattia è trasmissibile col contatto ravvicinato. Una di loro, la 21enne Annabelle Mackay, ha detto di aver perso la vista per due giorni e di non riuscire ancora a camminare.
Vaccino non obbligatorio
Nel settembre 2015, il Regno Unito è stato il primo Paese al mondo a introdurre il vaccino contro la Meningite B (Bexsero) nel programma nazionale di immunizzazione infantile gratuito per i neonati. Tuttavia, si è trattato di un’aggiunta al programma raccomandato, non di un obbligo.
Sempre nel 2015, è stato introdotto il vaccino MenACWY per i teenager, anch’esso inserito nel programma routine, ma non obbligatorio.
Impennata della domanda di vaccini
I giovani del sud-est dell’Inghilterra, in fila per il vaccino contro la meningite B, hanno scatenato numerose richieste di fornitura da parte delle farmacie e sollevando interrogativi più ampi sulla migliore risposta della sanità pubblica alla malattia.
Le persone che temono di essere state in contatto con qualcuno colpito dall’epidemia nel Kent possono ottenere il vaccino e gli antibiotici preventivi dall’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito, attraverso edifici universitari, cliniche e medici di base.
Ma anche la domanda privata del vaccino da parte di coloro che sono preoccupati per la malattia nella popolazione più ampia è aumentata, ha affermato in una nota la National pharmacy association (Npa), che rappresenta 6.000 farmacie indipendenti in Gran Bretagna.






