Cosa aspettarsi dopo l’ottimo 2025 archiviato dalle azioni italiane ed europee? Il mio consiglio è di essere rialzisti ma non euforici. I guadagni probabilmente rallenteranno, sebbene nel complesso i mercati azionari globali dovrebbero tracciare un andamento rialzista altalenante, superando la loro media di lungo periodo del 10%, ma rimanendo sotto alla media annuale di oltre il 22% dei mercati rialzisti. Le azioni non statunitensi dovrebbero guidare ancora i mercati.
All’inizio del 2025, avevo affermato che il pessimismo avrebbe favorito sorprese positive e sostanziosi guadagni. E così è stato! L’indice FTSE MIB è salito del 38%, mentre i listini europei sono cresciuti del 19%. Come previsto, le azioni statunitensi hanno sottoperformato, segnando un rialzo di appena il 3%. Questo sviluppo è legato anche alla forza dell’euro, che ha limitato i guadagni globali al 7%. Tuttavia, adottare un approccio locale non è consigliabile e la diversificazione su scala globale è essenziale.
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Molti sostengono che l’euforia per l’AI e le azioni tecnologiche statunitensi abbia nascosto una debolezza più ampia. Non è così. Cinque delle “Magnifiche Sette” americane hanno sottoperformato l’indice S&P 500, che a sua volta ha sottoperformato il mercato mondiale. L’Italia, che ha una scarsa componente tecnologica, ha ottenuto ottimi rendimenti. Lo stesso hanno fatto Austria, Spagna e altri Paesi poco tecnologici. In Europa, banche e settore industriale hanno evidenziato guadagni pari, rispettivamente, al 75% e al 25%; e in Italia questi settori hanno guadagnato il 77% e il 61%!
Veniamo ora alle prospettive per il 2026. Delle 72 previsioni di investitori professionali che seguiamo, solo quattro anticipano un calo delle azioni statunitensi superiore all’1% nel 2026 (in USD). Sono pochi, quindi, i veri pessimisti. Le previsioni si concentrano intorno alla stima mediana del 9,6%. Pertanto, non siamo nemmeno in presenza di un eccesso di ottimismo.
Le stime di consenso non si realizzano mai, perché i mercati azionari le scontano anticipatamente. Di conseguenza, gli scenari più probabili sono due: le azioni scendono oppure crescono oltre il 10%. I fondamentali favoriscono questo secondo scenario. La curva dei rendimenti globale, che ho descritto a luglio, è ripida e incentiva l’attività creditizia. Questo imprime slancio alla crescita portando a un superamento delle basse aspettative.





