Non è tardi per la conversione ecologica “personale e collettiva”. C’è ancora tempo per “riconoscere gli errori” affinché “ciò che è stato usato per la distruzione” sia “reindirizzato verso la vita, per la cura dei poveri, il nutrimento degli affamati e la salvaguardia del creato”.
Dalla bellezza e dall’armonia dello scenario mozzafiato dei giardini del Borgo laudato Si’ di Castel Gandolfo che suggerisce esso stesso lo slancio armonico cui Leone fa riferimento, il Papa lancia un nuovo appello per la tutela della “casa comune” e dell’ambiente, proprio mentre nel mondo si scontano eventi catastrofici come le inondazioni in Nepal. Un monito che lega a quello della lotta contro le povertà e le esclusioni sociali scaturite proprio dai cambiamenti climatici.
“Con San Francesco vogliamo rinnovare il nostro impegno a vivere e promuovere quella fratellanza universale che è inseparabilmente unita al compito di custodire il creato”, dice infatti celebrando con il formulario della ‘Messa per la Custodia della Creazione’, frutto del percorso condiviso tra ben quattro dicasteri, il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, la Dottrina della Fede e la Promozione dell’Unità dei Cristiani.
Si tratta della seconda volta dall’inizio del suo pontificato che Leone presiede questa particolare celebrazione nell’ambito anche delle celebrazioni della Giornata mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, testimoniando così la volontà di mantenere e rilanciare con una sua impronta e un suo stile, i temi dell’enciclica Laudato Si’ di papa Francesco a sua volta in parte ispirata al Poverello di Assisi e alla sua predicazione tanto radicale da abbracciare l’amore per tutte le creature, senza distinzioni.
“Dalla contemplazione del Creato – ha ammonito Prevost – nasce la coscienza della nostra responsabilità personale e collettiva” e “dalle nostre mancanze e dai nostri errori”, “nasce un impegno rinnovato a restaurare le relazioni tra le creature secondo la volontà del loro Artefice”. “Stasera – ha proseguito -, mentre accogliamo l’invito a fermarci e a riflettere davanti alle opere di Dio, diamo inizio al “Tempo del creato”, periodo di cinque settimane dedicate alla preghiera e all’impegno nella cura della ‘casa comune'”.
“In questa Giornata, perciò, e nei giorni a venire – il suo invito -, diamoci qualche minuto di pausa dalla frenesia delle attività quotidiane per gustare la grande armonia di cui siamo parte. Mettiamo in ‘modalità silenziosa’ tutti i rumori delle opere umane per ascoltare la voce melodiosa della creazione in cui Dio ci parla”.
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