“Il Pnrr non si chiude al 30 agosto
2026, ma dispiegherà anche i suoi effetti (finanziari ndr)
oltre. Infatti abbiamo ancora 24-25 miliardi di falicity cioè di
strumenti finanziari che vanno oltre la scadenza e riguardano le
opere e la rendicontazione, perciò avremo uno strascico del
Pnrr” sul mercato. Lo ha detto il ministro degli Affari Europei,
Pnrr e delle politiche di Coesione Tommaso Foti intervenendo al
convegno di Napoli “Il Mezzogiorno dopo il Pnrr”.
Ma l’aspetto forze più importante, a parere del ministro, è il
“modello Pnrr” che ha dimostrato “che anche in Italia si può
lavorare per obiettivi, centrandoli, senza dover far ricorso a
sistematiche proroghe” il secondo “è che abbiamo raggiunto un
livello di governance che può essere modellato anche dopo il
Pnrr e per altre esperienze”. Inoltre nella capacità di spesa
della Pubblica Amministrazione c’e’ stata un’accelerazione.
“Infatti – ha detto Foti – negli ultimi 10 anni si è passati da
una capacità di spesa di 3 miliardi a una capacità di 30
miliardi”. E ciò grazie a una programmazione per obiettivi e a
strutture dedicate “mi riferisco alle cabine di regia nelle
Prefetture e alle task force disponibili” e poi per un
miglioramento generale della Pubblica Amministrazione.
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