Eni annuncia una nuova importante scoperta nell’offshore indonesiano, consolidando la propria posizione di primo piano tra le major energetiche globali. Il pozzo esplorativo Geliga-1, perforato nel blocco Ganal all’interno del prolifico bacino del Kutei, a circa 70 chilometri dalla costa del Kalimantan Orientale, ha intercettato riserve stimate in circa 140 miliardi di metri cubi di gas in posto e 300 milioni di barili di condensati.
La grandezza del pozzo
Per comprendere la portata del ritrovamento, è sufficiente considerare che le riserve stimate nell’intero sottosuolo italiano ammontano a circa 40 miliardi di metri cubi estraibili. I recenti ritrovamenti di Eni in Libia, come i pozzi Bahr Essalam South 2 e Bahr Essalam South 3, hanno restituito oltre 28 miliardi di metri cubi. Il giacimento di Geliga-1 supera di cinque volte le riserve italiane e di quasi tre volte quelle libiche, collocandosi tra i risultati esplorativi più significativi degli ultimi anni nel settore del gas naturale.
Il pozzo è stato perforato fino a una profondità totale di circa 5.100 metri, partendo da fondali marini a 2.000 metri di profondità. È ora previsto un test di produzione per valutarne la produttività effettiva. Secondo quanto dichiarato da Eni:
la grande scoperta a gas di Geliga conferma il potenziale strategico del bacino di Kutei, in Indonesia, e rende disponibili nuovi significativi volumi per i mercati nazionali e internazionali.
Gli altri giacimenti scoperti
Geliga-1 è l’ultimo di una serie di ritrovamenti effettuati da Eni in Indonesia. Nel 2023 era stato individuato il giacimento di Geng North, a soli 20 chilometri a sud di Geliga. A dicembre 2025 era arrivata la notizia del pozzo Konta-1. Negli ultimi sei mesi, il gruppo ha perforato con successo altri quattro pozzi esplorativi nella stessa area. Eni fa sapere che la campagna non si fermerà qui:
la campagna esplorativa proseguirà con un ulteriore pozzo previsto nel 2026 e due pozzi nel 2027.
Geliga-1 si trova adiacente al giacimento di Gula, anch’esso non ancora sviluppato, con circa 56 miliardi di metri cubi di gas in posto e 75 milioni di barili di condensati. Le valutazioni iniziali indicano che le risorse combinate di Geliga e Gula potrebbero produrre 28 milioni di metri cubi al giorno aggiuntivi di gas e 80.000 barili di condensati. Si apre così la strada a un terzo polo produttivo nel bacino del Kutei, da realizzare in tempi accelerati replicando il modello del progetto North Hub già in corso.
Eni in Indonesia, 90.000 barili al giorno
Eni è presente in Indonesia dal 2001 e produce oggi circa 90.000 barili di olio equivalente al giorno, principalmente dai giacimenti di Jangkrik e Merakes nell’offshore del Kalimantan Orientale. Il ritrovamento di Geliga consolida ulteriormente questa presenza, confermando il paese tra i pilastri della strategia di esplorazione e produzione (upstream) del gruppo. Di Eni, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, anche tramite Cassa Depositi e Prestiti, detiene una quota complessiva di circa il 30%.
Sul fronte dei mercati, la notizia è arrivata in un contesto segnato da forte volatilità e tensioni geopolitiche. Il titolo Eni ha reagito positivamente a Piazza Affari, chiudendo la seduta a 22,30 euro con un rialzo del 2,5%, tra i migliori del listino, sostenuto sia dalla portata del ritrovamento sia dall’andamento del greggio.








