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Home Cronaca Italiana

È morto Paolo Cirino Pomicino

di Redazione Impresa mercati
21/03/2026
in Cronaca Italiana
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È morto all’età di 87 anni l’ex ministro e leader della Dc andreottiana Paolo Cirino Pomicino. Si è spento a Roma, alle 16, nella clinica Quisisana, dove era ricoverato da qualche giorno. Era soprannominato ’o Ministro, in quanto tra gli anni ottanta e i primi anni novanta è stato ministro della Funzione pubblica (1988-1989) nel governo De Mita e il ministro del Bilancio e della programmazione economica (1989-1992) nel VI e VII governo Andreotti. Ha fatto parte della corrente andreottiana, definita corrente “Primavera”.

Sei maschi che tifavano squadre diverse

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Era uno degli ultimi testimoni del potere della Democrazia cristiana. Amante della vita e superstizioso come ogni napoletano, quinto di sette figli, famiglia benestante, Pomicino era nato a Napoli il 3 settembre del 1939. «Siamo vissuti in una famiglia di sei maschi, che tifavano per sei squadre diverse e si identificavano in sei partiti diversi, ci siamo formati alla scuola della tolleranza senza che mai le diversità intaccassero il profondo rapporto fraterno», diceva Cirino dei suoi fratelli.

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Era tifoso milanista

Tifoso milanista sin da ragazzino (una bestemmia per uno nato sotto il Vesuvio) con il pallino della medicina e la passione della politica nel sangue. All’inizio della sua carriera Pomicino diventa un medico affermato, specializzato in malattie nervose e mentali, all’ospedale della sua città, il Cardarelli. Nel 1974, l’incontro che gli cambiò la vita, quello con Giulio Andreotti, che lo rese ’vicerè di Napoli’ e politico navigato, facendolo eleggere in Parlamento. Due volte ministro (con i governi De Mita e Andreotti), sette volte deputato: cinque volte tra il 1976 e il 1992, poi di nuovo eletto nella Seconda Repubblica.

Fu coinvolto in Tangentopoli

Con Tangentopoli e l’operazione Mani Pulite cadde in disgrazia. Subì 42 processi. Ne uscì con 40 assoluzioni e 2 condanne. La prima a 1 anno e 8 mesi per la cosiddetta tangente Enimont di 5 miliardi girata alla Dc; l’altra a 2 mesi, per fondi neri Eni. A Poggioreale fece solo 17 giorni. Poi, per il suo cuore malato (ha avuto vari bypass) fu messo ai domiciliari. «Le tangenti? La corruzione? Sono stati il prezzo pagato per la stabilizzazione del Paese», si giustificò. Ebbe poi una seconda chance con Silvio Berlusconi, dopo una breve fase con Clemente Mastella. Con lo pseudonimo ’Geronimo’ scrisse con successo sul ’Giornale’ e ’Libero’. Riabilitato, nel 2004 era approdato al Parlamento europeo, ma aveva preferito Roma. Nel 2006 la svolta: riuscì a entrare per la sesta volta alla Camera con il centrodestra (la Dc dell’amico Gianfranco Rotondi) per poi trasmigrare al centro. Nel 2008 non fu ricandidato e due anni dopo dopo aderì all’Udc divenendone dirigente. Dal 2008 al 2011 ebbe anche un incarico a palazzo Chigi a fianco di Silvio Berlusconi come presidente del Comitato tecnico-scientifico per il controllo strategico nelle amministrazioni dello Stato. Inoltre è stato presidente della Tangenziale spa di Napoli, società del Gruppo Autostrade.

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La Russa: protagonista di una lunga stagione politica

«Nell’apprendere la notizia della scomparsa di Paolo Cirino Pomicino, protagonista di una lunga stagione politica italiana, eletto alla Camera dei deputati nella VII, VIII, IX, X, XI, XV legislatura, europarlamentare dal 2006 al 2008, più volte ministro, desidero esprimere alla famiglia vicinanza e sentite condoglianze mie personali e del Senato della Repubblica», ha dichiarato in una nota Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica.

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