Sono circa 150 sul totale di 1215 gli emendamenti al decreto Sicurezza dichiarati inammissibili dalla commissione Affari costituzionali del Senato. Per lo più si tratta di modifiche che aggiungono commi o interi articoli, comprese alcune proposte dalla maggioranza. Sul tavolo restano comunque tanti emendamenti (oltre 1000 sono del centrosinistra) e inevitabilmente i tempi si allungano. In ogni caso oggi l’esame del provvedimento è stato sospeso, in attesa dei pareri della commissione Bilancio (per cui le sedute previste in serata e domattina sono state sconvocate) e continuerà domani alle 14.
Successivamente, non si escludono – se serviranno – sedute serali o notturne per concludere l’iter, visto che il decreto è atteso nell’aula del Senato il 14 o 15 aprile e la conversione in legge deve avvenire entro il 25 aprile, compreso l’esame della Camera. In aggiunta, come riferiscono fonti del centrodestra e dopo una riunione di maggioranza, la coalizione sta valutando di correggere alcune parti del decreto.
Specialmente l’articolo 1 che introduce il divieto di porto di coltelli, anche per venire incontro alle esigenze sollevate da più parti su quali tipi di coltelli debbano essere vietati o no e dunque specificare deroghe. In quel caso – è un’opzione – le modifiche ritenute necessarie potrebbero confluire in una riformulazione del governo da presentare in commissione, per cui si andrebbe avanti con le votazioni degli emendamenti nei prossimi giorni confidando di chiudere il provvedimento dando il mandato al relatore. Da qui la proposta della maggioranza alle opposizioni di definire insieme un pacchetto minimo di modifiche “garantite”.
Altrimenti, il governo andrà comunque avanti – come ha assicurato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani – senza rinunciare né alle correzioni né all’ok finale del decreto. Altra opzione potrebbe essere un emendamento corposo che il governo presenti direttamente in Aula. Questo però potrebbe ostacolare un eventuale voto di fiducia chiesto dal governo dato che, per regolamento, la fiducia è un voto su tutto il provvedimento che comporta la decadenza di tutti gli emendamenti presentati. A meno che la fiducia venga chiesta subito dopo aver approvato l’emendamento considerato “cruciale” e prioritario per la maggioranza. In tutti i casi, bisognerà valutare qual è la soluzione migliore.
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