Roma blindata per il corteo contro il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Nel pomeriggio di sabato 14 marzo circa cinquemila persone, secondo le stime delle forze dell’ordine, e ventimila per gli organizzatori, hanno partecipato alla manifestazione promossa da diverse sigle della sinistra radicale e del sindacalismo di base, tra cui Potere al Popolo e Unione Sindacale di Base. Il corteo di protesta si è snodato lungo alcune delle principali vie della Capitale, da piazza della Repubblica fino a piazza di Porta San Giovanni, e si è concluso con un comizio finale davanti alla basilica. La mobilitazione nasce per sostenere il No al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, ma lungo il corteo sono confluite anche rivendicazioni contro la guerra e la situazione internazionale.
Uno dei momenti più “accesi” si è verificato in piazza dell’Esquilino. Qui alcuni manifestanti hanno incendiato con i fumogeni due immagini simboliche. Nella prima era raffigurata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni mentre teneva al guinzaglio il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rappresentato con una museruola. Accanto la scritta: “No al vostro referendum”. Poco dopo è stato bruciato un secondo manifesto che ritraeva ancora Meloni mentre stringe la mano al premier israeliano Benjamin Netanyahu. Sotto campeggiava la frase: “No al vostro genocidio, 75mila civili uccisi, 2 milioni di sfollati”. Un altro gesto simbolico è stato compiuto in via Cavour, dove un gruppo di manifestanti, davanti a uno striscione in favore di Cuba, ha dato fuoco a un manifesto con la bandiera degli Stati Uniti e a una foto del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
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Le reazioni
Le immagini bruciate hanno provocato immediate reazioni istituzionali. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di «incomprensibili e inaccettabili gesti d’odio» esprimendo solidarietà a Meloni e Nordio. Solidarietà ribadita anche dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, che ha invitato a mantenere il confronto referendario sul merito delle questioni.
Corteo Roma, Anm: solidarietà a Meloni e Nordio
«Esprimiamo la nostra solidarietà alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro della Giustizia Carlo Nordio per quanto accaduto al corteo di Roma. Il nostro invito ad abbassare i toni nel corso di questa campagna referendaria è sempre valso e sempre varrà per chiunque e a prescindere dai propri orientamenti personali e collettivi». Così l’Associazione nazionale magistrati in una nota.
Conte, condanna ferma per immagini premier e Nordio bruciate,serve solo forza idee
I Cinque Stelle hanno preso le distanze da quanto è accaduto. «Il M5S è contrario ad ogni forma di violenza e a gesti che la richiamano. Per questa ragione condanno senza esitazioni e con fermezza quanto accaduto poco fa in piazza a Roma, dove sono state bruciate le immagini della premier Giorgia Meloni e del ministro Carlo Nordio. Questo governo deve andare a casa con la forza delle idee e della democrazia, non a colpi di odio e violenza. Mancano una manciata di giorni all’appuntamento del referendum, a chi scende in piazza oggi e nei prossimi giorni dico: continuiamo a spiegare e ribadire le ragioni del NO democraticamente, con aperte discussioni. Rifiutiamo tutti le manifestazioni di violenza che anzi si prestano alle strumentalizzazioni di chi vuole dipingere il vasto popolo del NO come un coacervo indistinto di odio e intolleranza’» È quanto ha affermato in una nota Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle.







