BRUXELLES – Dopo settimane di incertezze, il Parlamento europeo ha approvato la sua posizione negoziale sui due regolamenti comunitari che devono servire a mettere in pratica l’accordo economico che Washington e Bruxelles hanno firmato l’estate scorsa. Nei testi sono state introdotte alcune significative salvaguardie, a conferma della diffidenza crescente nei confronti della controparte americana. Ora i due regolamenti saranno oggetto di negoziato tra il Consiglio e il Parlamento.
L’approvazione in plenaria è avvenuta con 417 voti a favore, 154 contro e 71 astenuti. Durante il negoziato in commissione, i deputati hanno voluto inserire delle salvaguardie, nel caso gli Stati Uniti non rispettino l’intesa, che prevede da parte americana dazi del 15% massimo, mentre il fronte europeo è chiamato ad abolire molte tariffe per venire incontro alla pressante richiesta del presidente Donald Trump di risanare il deficit commerciale americano.
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Le misure di salvaguardia prevedono, tra le altre cose, una clausola di sospensione nel caso di mancato rispetto dei patti da parte americana. L’iter di approvazione dei due regolamenti è stato tortuoso perché all’inizio dell’anno le mire americane sulla Groenlandia hanno suggerito al Parlamento di sospendere la procedura. Il commissario al Commercio Maroš Šefčovič ha definito il voto di ieri un «passo cruciale» nel tentativo di offrire stabilità al mondo imprenditoriale europeo.
Come detto, ora tocca al negoziato con il Consiglio che dovrebbe iniziare il 13 aprile. Nella loro posizione negoziale, i paesi membri hanno optato per un atteggiamento meno combattivo, con salvaguardie più limitate. Nel dibattito che ha preceduto la votazione, molti parlamentari hanno affermato che l’accordo commerciale è sbilanciato, poiché l’Unione europea è tenuta ad abbassare la maggior parte dei dazi all’importazione mentre gli Stati Uniti mantengono un’aliquota generale del 15%.
Bernd Lange, il presidente socialista tedesco della commissione per il commercio del Parlamento, ha messo in dubbio se l’accordo tra Bruxelles e Washington possa dirsi un vero accordo. Dal canto suo, la socialista belga Kathleen Van Brempt ha definito l’intesa pessima: «Non ci faremo intimidire, non ci faremo costringere ad accettare un accordo sfavorevole, e oggi dimostriamo ai cittadini che questo Parlamento europeo difende i loro interessi».






