È l’ennesimo momento di frizione tra Italia e Spagna sulla gestione della crisi di Ceuta. Ma questa volta lo scontro si consuma alla vigilia di un passaggio europeo destinato ad allargare il dossier ben oltre i rapporti bilaterali.
Migranti, il dossier arriva al Consiglio Gai
Nelle prossime ore si riunirà infatti il Consiglio Gai, il vertice europeo che riunisce i ministri della Giustizia e dell’Interno. Ed è proprio in quella sede che, come annunciato dallo stesso Piantedosi, la Commissione Ue presenterà «un piano di azione per prevenire e contrastare gli arrivi illegali improvvisi di massa dei migranti con l’intento di rafforzare la cooperazione tra i Paesi membri, consolidare le frontiere esterne dell’Ue, smantellare il traffico dei migranti e potenziare i rimpatri».
La crisi di Ceuta entra così direttamente nel confronto europeo sulla gestione delle frontiere esterne, sui flussi improvvisi e sulla capacità degli Stati membri di reagire a nuove pressioni migratorie.
Piantedosi accelera sui Cpr e sui rimpatri
Sul fronte nazionale, intanto, Piantedosi punta ad accelerare sulla rete dei Centri di permanenza per i rimpatri. «Continueremo a lavorare all’attivazione di ulteriori 106 posti in strutture già esistenti in Sicilia, Sardegna e Lazio e abbiamo avviato, inoltre, le procedure per la realizzazione di nuove strutture in varie regioni: uno in Campania, in Calabria, in Toscana e in Emilia Romagna, due in Trentino Alto-Adige».
Il ministro mette sul tavolo anche i numeri dei rimpatri. «Nell’anno in corso sono già oltre 6.500 i rimpatri tra forzati e volontari assistiti e si sta procedendo celermente con ritmo crescente. In proiezione, di qui alla fine dell’anno – annuncia – toccheremo una cifra record».





