(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Seduta agitata per le Borse europee che, nell’ultima sessione del mese di agosto, tornano a fare i conti con le tensioni in Medio Oriente. Il ritorno del conflitto tra Washington e Teheran arriva dopo un mese definito dagli analisti «a bassa intensità», visto che il confronto ad agosto si è spostato sul piano più economico, mentre ora i toni appaiono riportare indietro le lancette alla fase più critica (anche per le petroliere a Hormuz). Ai timori di una escalation militare, infatti, si sommano quelli sull’inflazione, a causa della corsa del greggio sopra i 90 dollari, col rischio di un rialzo accelerato dei tassi da parte di Federal Reserve e Bce (amplificati dal presidente Fed, Kevin Warsh, già in versione “falco” a Jackson Hole). Intanto, prosegue anche la pressione sul fronte economico delle sanzioni. Il Segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, in vista dell’avvio del G20 delle Finanze (31 agosto-1 settembre) ha dichiarato di non escludere possibili sanzioni anche alla Cina per i suoi rapporti commerciali con Teheran. In questo clima, Piazza Affari chiude piatta (-0,01%), confermando il suo bilancio di agosto a +0,9%. Mese che vede i principali indici del Vecchio Continente chiudere in ordine sparso (al top Francoforte, la peggiore è Parigi) dopo settimane alle prese con le pressioni sui rendimenti dei Titoli di Stato, crisi geopolitiche e continui dubbi sulla tenuta del comparto tech.
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Wall Street in calo dopo la ripresa dei raid Usa-Iran
Wall Street chiude negativa. Il Dow Jones perde lo 0,70% a 53.186,32 punti, il Nasdaq cede lo 0,12% a 26.370,89 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,33% a 7.686,38 punti. Domenica, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato l’attacco contro due lanciarazzi sull’isola iraniana di Larak. I media statali iraniani hanno poi riportato attacchi di rappresaglia da parte di Teheran contro basi statunitensi in Giordania. I prezzi del petrolio sono balzati, dopo la ripresa delle ostilità. Le crescenti tensioni in Medio Oriente hanno contribuito alla volatilità degli scambi di agosto, ma Wall Street è attualmente sulla buona strada per un mese di ampi guadagni, trainati dal settore tecnologico.
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A Milano guidano i petroliferi, bene le banche
A Piazza Affari salgono sul podio, in scia al greggio, le big oil Tenaris (+3%), Saipem (+2,3%) ed Eni (+2,3%), sostenuta anche dagli imminenti accordi in Venezuela sui futuri progetti energetici. Nel risiko bancario la migliore è Mps (+1,5%) mentre in fondo finiscono i comparti difesa e aerospazio con Avio (-2,9%) e Leonardo (-2,2%). Fuori dal listino principale, scivola Banca Ifis (-5,6%).
Poco mosso l’euro/dollaro. Corre il petrolio
Sul valutario, l’euro/dollaro è poco mosso sotto quota 1,16 (1,1583). Il prezzo del petrolio torna a salire dopo i nuovi scontri tra Stati Uniti e Iran. Le forze statunitensi hanno effettuato attacchi sull’isola iraniana di Larak (nello Stretto di Hotmuz), i primi in un mese, provocando una rappresaglia da parte di Teheran contro obiettivi statunitensi in Giordania. Così, il future novembre sul Brent sale sopra i 90 dollari al barile e il Wti punta agli 86 dollari. Balza anche il gas naturale, in rialzo di oltre 5 punti sopra quota 70 euro al megawattora.
Spread chiude in rialzo a 83 punti, rendimento decennale sale al 4,15%
Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato infatti a 83 punti, in aumento di 1 punto base rispetto alla chiusura di venerdì. Rialzo più sensibile per il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un’ultima posizione al 4,15%, in crescita rispetto al 4,09% della chiusura della vigilia.





