(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Un avvio settimanale incoraggiante per le Borse europee, che scommettono sulle trimestrali americane e chiudono in progresso la prima seduta della settimana, nonostante il freno delle vendite sui titoli tech e il nuovo rialzo del prezzo del petrolio. Gli investitori attendono inoltre la pubblicazione del dato sull’inflazione americana di settembre, in calendario mercoledì, che darà indicazioni sulle prossime mosse di politica monetaria della Federal Reserve, mentre i titoli di Stato hanno vissuto una giornata tranquilla. Milano chiude a +0,58% e torna ad agguantare, per un soffio, i 50mila punti a quota 50.035. Positive anche le altre piazze del Vecchio Continente, mentre come dicevamo il prezzo del petrolio è tornato a salire. Secondo i dati di Kpler, i flussi di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz rimangono «ben al di sotto dei livelli prebellici». A ciò si aggiungono gli attacchi alle petroliere e le ultime dichiarazioni di Trump su un eventuale aiuto all’Arabia Saudita contro gli Houthi yemeniti, che hanno alimentato la volatilità, visti i rischi di un’altra escalation nella regione. Il Brent è così tornato a scambiare sopra i 106 dollari al barile. Massima l’attenzione anche sull’avvio della stagione delle trimestrali, al via con le grandi banche americane (martedì), e il colosso tech europeo Asml Holding (mercoledì).
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Domande di approfondimento generate da 24Ore AI
Wall Street chiude contrastata
Wall Street chiude contrastata in vista di una settimana ricca di risultati trimestrali e dati sull’inflazione. Il Dow Jones guadagna lo 0,38% a 51.850,31 punti, il Nasdaq cede lo 0,44% a 27.245,90 punti e lo S&P 500 perde lo 0,06% a 7.807,20 punti.
Il prezzo di gas e greggio è tornato a salire anche dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato un «cessate il fuoco energetico» tra Russia e Ucraina nel fine settimana, che però non viene rispettato. Gli investitori d’altra parte sperano che la stagione degli utili del terzo trimestre aiuti i mercati azionari a superare le turbolenze in Medio Oriente. Da segnalare che il mercato dei titoli del Tesoro è chiuso negli Stati Uniti, dove si festeggia il Columbus Day. Sull’azionario, deboli i tech, tra cui Intel e Micron Technology, che cede terreno a causa della crescente concorrenza della cinese Cxmt, la quale ha annunciato progressi su una nuova architettura di chip.
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A Milano banche in focus nel giorno del cda straordinario di Mps
Banche sotto la lente a Piazza Affari, nel giorno del cda straordinario di Mps (+1,3%) per valutare le mosse dopo il rilancio dell’Opas di Intesa (+1,1%). I titoli dei protagonisti del risiko del settore sono tutti in rialzo, guidati da Bper (+2,2%), mentre salgono anche Unipol (+0,9%) e Generali (+1,1%). Smagliante Inwit a +1,8%, spinta dai rumors su un eventuale delisting allo studio degli azionisti di riferimento, Ardian e Oak, con una eventuale Opa sulle quote residue della società delle torri di telefonia mobile. In testa al Tra le migliori del listino anche Campari (+3%) e Avio (+2,7%). Positiva anche Poste (+1%) dopo il miglioramento della raccomandazione da “Hold” a “Buy” di Kepler.In coda i chip, in scia alle vendite Oltreoceano: giù St (-2,1%) e Technoprobe (-2,5%).
Euro sotto 1,12 dollari, petrolio torna a salire
Sul valutario, l’euro scende di nuovo sotto 1,12 dollari, a circa 1,1165 dollari (da 1,12 in avvio e 1,1195 uin chiusura venerdì). La moneta unica vale anche 177,2 yen (177 in avvio e 177,26 venerdì) mentre il cross dollaro/yen si attesta a 158,7 (da 158 e 157,59). Sul fronte energetico, il petrolio guadagna ancora terreno, con i future per dicembre del Brent a 106 dollari al barile e quelli per novembre del Wti a 93 dollari. Sale a quota 84 euro al megawattora anche il gas naturale ad Amsterdam.
Spread BTp-Bund in lieve calo a 109 punti
Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si attesta a 109 punti, in lieve flessione rispetto ai 110 punti della chiusura di venerdì. In calo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato una prima posizione al 4,57%, in diminuzione rispetto al 4,58% della chiusura della vigilia.





