L’aumento dei prezzi del petrolio e
la svendita di titoli legati all’intelligenza artificiale, dopo
che i vertici delle maggiori aziende di IA hanno invitato il
settore a rallentare lo sviluppo dei modelli più avanzati, ha
scatenato le vendite sui listini in Europa. L’indice Stoxx 600
ha chiuso in ribasso dello 0,5% e a Milano (-1,68%) ha
sgambettato Prysmian (-7%) e ST (-6,5%). I settori difensivi
hanno sovraperformato, con i settori sanitario e della cura
della persona a guidare i guadagni. Astrazeneca (+3,8%) ha
permesso a Londra di distinguersi (+0,4%) e a Piazza Affari è
salita sugli scudi Diasorin (+0,68%) e Recordati (+0,67%). Tra i
singoli titoli, Davide Campari è salita del 5,5% dopo i
miglioramenti del rating da parte di Morgan Stanley e Ubs.
Le società minerarie hanno faticato, con il rame che ha
continuato a arretrare dai massimi storici. I titoli del settore
edile, sensibili all’andamento dell’economia, sono stati tra i
peggiori. A Piazza Affari i titoli dell’energia non beneficiano
dei rialzi di petrolio e gas: Eni resta piatta (+0,04%), Snam
cede l’1,13% e Saipem è tra i peggiori con un calo del 3,6 per
cento.
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