Se i risultati saranno confermati, Afd mancherebbe per pochissimi seggi la maggioranza assoluta in questo Land della ex Germania Est, dove nel 2023 è stata dichiarata dall’Ufficio per la protezione della Costituzione caso «accertato di estremismo di destra». Mai, dalla caduta del Nazismo, un partito di estrema destra ha conquistato il Governo di una delle 16 regioni tedesche.
«Abbiamo già scritto la storia», ha commentato a caldo Siegmund, che tende la mano a possibili collaborazioni per formare un Governo e prova a tentare qualche transfugo della Cdu. Precisa però che su alcuni temi non si negozia, in particolare su «immigrazione e sicurezza». Alice Weidel, l’altra co-leader federale, rivendica per Afd un chiaro mandato nel Land.
Il cancelliere Friedrich Merz e il governatore uscente, Sven Schulze, hanno promesso di restare fedeli alla politica della Brandmauer (muro di contenimento), con la quale i cristianodemocratici si sono imposti il divieto di cooperare con l’estrema destra. «Non collaboriamo con gli estremisti e, soprattutto, con quelli di estrema destra», ribadisce la segretaria generale, Franziska Hoppermann. La dirigenza dovrà dimostrare di avere il controllo del partito. «La Brandmauer è stata definitivamente bocciata dagli elettori», proclama intanto Chrupalla.
Dopo una campagna elettorale così intensa e dopo tanta mobilitazione, in un campo e nell’altro, la partecipazione è stata altissima. Alle 16 era già al 65% e aveva superato il risultato finale delle elezioni del 2021, terminate con un’affluenza del 60,3%, contando anche i voti per corrispondenza. Alla fine, domenica ha votato il 78% degli 1,7 milioni di aventi diritto. Un record per la Sassonia-Anhalt.
Ne ha tratto vantaggio Afd, più di tutti. Secondo l’istituto Infratest Dimap, l’hanno votata 170mila “nuovi” elettori, quasi il doppio rispetto a tutti gli altri partiti messi insieme.




