L’impatto climatico di El
Niño ha condizionato il mercato energetico di El Salvador nel
mese di luglio, costringendo il Paese a dipendere dalla
generazione termica a causa del crollo della produzione
idroelettrica, scesa al livello più basso degli ultimi due anni.
Secondo i dati dell’Unità di transazioni, la domanda mensile ha
raggiunto 689,48 gigawattora, con un incremento del 10,7%
rispetto allo stesso mese del 2025.
Per sopperire alla grave siccità che ha ridotto i bacini, le
centrali a petrolio e l’impianto a gas naturale liquefatto di
Acajutla hanno coperto il 60,08% del fabbisogno. Il gas naturale
ha rappresentato il 33,04% della domanda fungendo da
“cuscinetto”, mentre le centrali a petrolio hanno garantito il
27,04%, in netto aumento rispetto all’1,94% di gennaio.
L’idroelettrico ha invece coperto appena il 7,79% della domanda,
registrando il dato peggiore da febbraio 2024. Il maggiore
ricorso ai combustibili fossili e i rincari internazionali hanno
spinto il prezzo medio dell’energia a circa 171 euro per
megawattora. Pur segnando un calo di quasi due euro rispetto a
giugno, il costo si mantiene sui valori più alti rilevati dal
2013.
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