L’ex segretario
all’Amministrazione e alle Finanze dello Stato messicano di
Sinaloa, Enrique Díaz Vega, si è consegnato alle autorità
statunitensi a New York per rispondere ad accuse di
narcotraffico e presunti legami con Los Chapitos, la fazione del
cartello di Sinaloa guidata dai figli di Joaquín “El Chapo”
Guzmán.
Secondo l’accusa della procura federale del Distretto Sud di
New York, Díaz Vega avrebbe svolto un ruolo chiave nei rapporti
tra il gruppo criminale e l’amministrazione dell’ex governatore
di Sinaloa Rubén Rocha Moya, i cui conti bancari — insieme a
quelli di alcuni familiari e collaboratori — sono stati
congelati nei giorni scorsi dall’Unità d’intelligence
finanziaria messicana (Uif), secondo quanto riportato dal
quotidiano El Universal.
Gli investigatori sostengono che l’ex funzionario abbia
favorito l’ingresso di funzionari corrotti nell’apparato statale
per proteggere le attività del cartello della droga. Washington
accusa inoltre Díaz Vega di aver fatto da intermediario tra i
leader di Los Chapitos e Rocha Moya durante la campagna
elettorale del 2021, fornendo nomi e indirizzi di avversari
politici da intimidire o aggredire per favorire la vittoria del
candidato di Morena, il partito della presidente Claudia
Sheinbaum.
Finora le autorità giudiziarie statunitensi non hanno diffuso
conferme ufficiali sulla consegna dell’ex ministro.
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