Wall Street poco mossa
Wall Street chiude contrastata, con il Dow Jones che lascia lo 0,13% a 46.504,60 punti, il Nasdaq in crescita dello 0,18% a 21.879,18 punti e lo S&P 500 che guadagna lo 0,18% a 6.582,68 punti. Da segnalare che oggi – come del resto a Piazza Affari – sia l’ultimo giorno di contrattazioni della settimana, dato che i mercati resteranno chiusi per il Venerdì Santo. Sull’azionario, in focus Tesla, dopo i dati sulle consegne auto nel primo trimestre sotto le stime, sebbene in aumento del 6,3%. Come in Europa, anche negli Usa gli energetici segnano buoni rialzi, mentre sono in calo i titoli delle compagnie aeree e di crociera, con Carnival, Royal Caribbean e Norwegian Cruise Line che hanno ceduto tutte fino a oltre il 4%. Stesso andamento per altri titoli del settore, come Delta Air Lines, United Airlines e American Airlines, che sono arrivate a cedere anche fino al 6%.
A Milano bene Eni e Stellantis
A Piazza Affari scatta in cima al listino Eni (+4,2%) che beneficia dell’aumento del prezzo del petrolio e della decisione di una serie di analisti di alzare il target price. Bene Tenaris (+1,3%), Saipem (+3,5%) ma anche Stellantis (+4,1%) che beneficia dei buoni dati sulle immatricolazioni. Il ceo Filosa, in una lettera ai dipendenti negli Usa, ha celebrato i risultati raggiunti negli States, affermando che confermano l’efficacia della strategia portata avanti dal gruppo.
Fronte opposto per St (-2,8%), che scivola dopo la prestazione brillante della vigilia. Prese di beneficio che toccano anche Avio (-1,2%), Buzzi (-2,2%). Volatile in giornata Prysmian (+0,05%) dopo gli scatti della vigilia e dopo che, secondo il Wall Street Journal, l’amministrazione Trump si appresta a rivedere il proprio regime tariffario sull’acciaio e sull’alluminio, modificando i dazi sui prodotti finiti per facilitare l’adempimento degli obblighi normativi. In rosso anche le banche con Unicredit (-2,5%) e Mps (-2,7%) che guidano i cali. Fuori dal paniere principale nuovo tonfo per Bff Bank (-9,6%) dopo il downgrade di Moody’s.
Il petrolio chiude in volata a New York, +11,41% a 111,54 dollari
Il petrolio chiude in volata a New York, dove le quotazioni salgono dell’11,41% a 111,54 dollari al barile, spinte dal riaccendersi dei timori sulla durata della guerra in Iran.
Vendite sul Bitcoin, euro a 1,15 dollari
Vendite sul Bitcoin in scia alle perdite generalizzate delle criptovalute e degli asset rischiosi dopo in discorso di Donald Trump che prefigura un’escalation delle azioni militari contro l’Iran nelle prossime settimane. La più grande criptovaluta al mondo per capitalizzazione scivola sotto i 67mila dollari. Sul valutario, recupera terreno il biglietto verde: l’euro/dollaro si attesta a 1,154 (1,1608 in chiusura di mercoledì), l’euro/yen a 183,9 (da 184,1) e il dollaro/yen a 159,3 (da 158,6).





