(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Scommettono su una de-escalation in Medio Oriente le Borse europee e archiviano una seduta di buoni rialzi, grazie soprattutto al calo dei prezzi del petrolio, nonostante le incognite sul fronte iraniano siano ancora molte. Il Ftse Mib di Milano termina così le contrattazioni in positivo dell’1,47% a 44.013 punti, in prossimità dei massimi di giornata. Se da un lato c’è il piano di pace in 15 punti che gli Stati Uniti hanno presentato all’Iran per porre fine alla guerra, da Teheran si apre solo qualche spiraglio al confronto: da una parte l’agenzia di stampa statale iraniana Fars riporta un secco «no» ad un’offerta di cessate il fuoco, dall’altra parte ufficiali iraniani pongono varie condizioni per una possibile tregua. Gli investitori in ogni caso si concentrano sul raffreddamento dei prezzi dell’energia, (-2,85% il Brent a 101,5 dollari al barile, -2,24% il Wti e -2,3% per il gas).
Intanto, il mercato guarda anche alle implicazioni del contesto geopolitico sulle pressioni inflazionistiche e alle conseguenti posture delle banche centrali da qui in avanti. La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha assicurato che l’Eurotower è «pronta, se necessario, a modificare la politica» monetaria «a ogni vertice» del consiglio direttivo, per rispondere allo shock energetico dovuto alla guerra, mentre il direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, che spiegato di essere pronto a decidere un nuovo rilascio di petrolio, assicurando che i 400 milioni di barili già «liberati» costituiscono solo il 20% delle riserve dell’Aie.
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Wall Street chiude positiva, vola titolo Arm
Chiude in rialzo Wall Street, dopo che gli Stati Uniti hanno presentato all’Iran un piano per porre fine al conflitto, provocando un crollo dei prezzi del petrolio. Il piano in 15 punti sarebbe stato consegnato tramite il Pakistan, secondo il New York Times. Tuttavia, i media iraniani riportano che Teheran non lo ha accettato. A fine contrattazione il Dow Jones segna un più 0,66%, l’SP 500 più 0,54% e il Nasdaq più 0,77%. Sull’azionario, il titolo di Arm guadagna oltre il 20%, dopo che l’azienda ha presentato il suo primo chip proprietario, affermando che genererà 15 miliardi di dollari di fatturato entro il 2031.
A Milano giù Inwit, Fincantieri al top dopo i conti
A Piazza Affari, la seduta si chiude ancora con vendite su Inwit (-2,83%) a causa della disdetta del Master service agreement da parte di Fastweb + Vodafone e della conseguente battaglia legale che si profila tra le parti. Intanto, fonti di mercato non escludono che anche Tim (-0,73%) possa rescindere in anticipo il suo contratto con le torri (anche se un cda ad hoc sul tema, pur possibile a breve, non sarebbe stato ancora convocato). Sul fronte opposto, Fincantieri (+5,98%) traina i guadagni dopo i conti del 2025 sopra le attese. Ben comprate anche Prysmian (+3,8%), che beneficia dei giudizi positivi degli analisti di Hsbc, e St (+4,49%) in scia al comparto tech europeo e con l’accelerazione sul mercato cinese. Tonici gli istituti di credito con Mediobanca (+3,03%) e Mps (+3,31%) in prima fila dopo che Fabrizio Palermo è stato indicato come a.d. per la lista del cda per il rinnovo del board.
Euro sotto 1,16 dollari, risalgono oro e BitCoin
Sul mercato valutario, l’euro/dollaro viaggia a quota 1,157 (da 1,1589 di ieri), la moneta unica vale anche 184,2 yen (da 184) e il dollaro/yen è a 159,2 (da 158,8). Acquisti sul Bitcoin a 71.400 dollari (+1,5%), mentre torna a salire anche l’oro spot sui 4.553,8 dollari l’oncia (+1,8%).





