(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Borse europee in rosso, ancora ostaggio del prezzo del petrolio tornato a salire (Wti a 98 dollari al barile e il Brent a 108 dollari) dopo la notizia, diffusa dai media ufficiali iraniani, di un attacco ad alcuni impianti petroliferi e di gas nel Paese e i contestuali avvisi di evacuazione per diversi impianti energetici nel Golfo. Così vanno scemando le speranze di una durata breve del conflitto in Iran (con Teheran che annuncia l’inizio di una «guerra economica su larga scala» dopo gli attacchi ai siti energetici). Sul fronte americano, rimangono invariati i tassi di interesse della Federal Reserve, nonostante Donald Trump sia tornato ad attaccare il numero uno della Fed, Jerome Powell, proprio sul ritardo nella riduzione del costo del denaro. «Un aumento dei tassi in presenza di uno shock di offerta non sarebbe appropriato. Se prolungato, uno shock petrolifero agisce più come un freno alla crescita che come un motore dell’inflazione. In un contesto di mercato del lavoro già fragile, ciò potrebbe anzi giustificare politiche monetarie più accomodanti», spiega Jeffrey Cleveland, chief economist di Payden & Rygel. Così il Ftse Mib chiude in calo dello 0,33%, Parigi dello 0,06% e Francoforte dello 0,86%. Madrid mosca bianca a +0,2%.
Un copione simile è atteso domani per la Bce che dovrebbe lasciare i tassi di interesse invariati. A tal proposito da segnalare che l’inflazione di febbraio nella zona euro è confermata all’1,9% rispetto allo stesso mese di un anno fa. La variazione su mese è del +0,6%. Per quanto riguarda l’inflazione core, secondo Eurostat, è crescita dello 0,8% su mese e del 2,4% su anno.
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Wall Street in calo con lo sguardo alla Fed
Wall Street chiude in calo. Il Dow Jones perde l’1,64% a 46.224,62 punti, il Nasdaq cede l’1,46% a 22.152,42 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,36% a 6.624,71 punti. Le perdite si sono ampliate dopo l’annuncio della Fed, che ha deciso di tenere invariati i tassi di interesse tra il 3,5% e il 3,75% con la prospettiva di un solo taglio nel 2026. Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, in conferenza stampa ha lodato la «solida» crescita economica. «Riteniamo che l’attuale ritmo della politica monetaria sia appropriato», ha affermato. Gli impatti della guerra in Medio Oriente sull’economia statunitense sono «incerti», ha aggiunto, specificando che spesa dei consumatori e investimenti delle imprese sono in buona salute, anche se il mercato immobiliare mostra segni di debolezza.
Sull’azionario, Nvidia Corp ancora in focus. Reuters ha riportato, citando fonti interne, che il produttore di chip ha ottenuto l’approvazione del governo cinese per la vendita dei suoi chip H200 in Cina. L’azienda si starebbe inoltre preparando a rendere disponibile in Cina una versione del suo chip per l’intelligenza artificiale Groq. E sempre sull’azionario, il titolo di Macy’s ha segnato rialzi fino a oltre il 5%, grazie a risultati del quarto trimestre superiori alle aspettative.
A Piazza Affari bene il lusso, vendite sulle utility
Sull’azionario milanese ha spinto il lusso, con Moncler (+0,9%) e Brunello Cucinelli (+4,1%), quest’ultima sostenuta anche dal parere positivo di analisti che vedono il perdurare dello slancio del marchio. Buona anche la performance dei finanziari, a partire da Banco Bpm (+2,1%), Bper Banca (+1,3%) e Finecobank (+1,5%). Più debole Unicredit (-0,4%) che resta comunque sotto i riflettori per il dossier Commerzbank (+1,5%), mentre gli gli analisti di Autonomous Research hanno alzato il target price a 90 euro.





