(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Le speranze di un miglioramento della situazione in Iran spingono le Borse europee, con i mercati che rimangono attenti a ogni notizia dal Medio Oriente. In giornata presidente Usa Donald Trump ha ribadito che la guerra «sarà in gran parte finita in 2 o 3 giorni» e ha parlato anche dell’incontro con il leader cinese Xi Jinping che sarà rimandato «tra cinque settimane». In giornata però a sostenere i rialzi sull’azionario è stata sorpattutto la notizia della morte del responsabile della sicurezza iraniana, Ali Larijani e del comandante delle forze di sicurezza interne Basij, Gholamreza Soleimani. Lo sguardo dei mercati va anche alle banche centrali: il 18 marzo la Fed e il 19 la Bce si esprimeranno sui tassi d’interesse, anche se il consensus non prevede tagli e si guarderà più alle indicazioni sul prossimo futuro. La Fed è «intrappolata in una spirale stagflazionistica», con la corsa del petrolio che «minaccia sia l’inflazione, sia la crescita», sostiene Gordon Shannon di TwentyFour Am. Il comitato «non metterà a rischio la propria credibilità tagliando i tassi con un’inflazione in aumento. Che il mercato prezzi possibili tagli a giugno la dice lunga più sulle stime degli investitori riguardo alla durata del conflitto» in Iran, aggiunge Shannon, secondo cui anche la Bce manterrà «un atteggiamento paziente sui tassi il più a lungo possibile»
In questo contesto, il Ftse Mib di Milano termina in rialzo dell’1,22% e indossa la maglia rosa del Vecchio Contienente.
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Wall Street positiva, sotto la lente il Keynote annuale di Nvidia
Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones sale dello 0,10% a 46.993,26 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,47% a 22.479,53 punti e lo S&P 500 avanza dello 0,25% a 6.716,09 punti. Oltre 400 titoli dell’indice S&P 500 sono in rialzo, con l’indice in positivo per la seconda seduta consecutiva. I rendimenti obbligazionari scendono, insieme al dollaro, alla vigilia della decisione della Federal Reserve. Le compagnie aeree stanno registrando buoni rialzi grazie all’aumento delle prenotazioni, con i viaggiatori che si affrettano a bloccare le tariffe in vista di un potenziale aumento dovuto ai costi del carburante: corre, per esempio Delta Air Lines. Il titolo di Boeingcede terreno, dopo che l’azienda ha posticipato di un anno l’obiettivo di generare margini positivi nella sua principale divisione commerciale, poiché i costi di integrazione della neoacquisita Spirit Aerosystems pesano sulla redditività. Qualcommguadagna terreno grazie all’annuncio del riacquisto di azioni proprie per 20 miliardi di dollari e all’aumento del dividendo. Il titolo di Mastercardsale, dopo che la società ha dichiarato che acquisirà la startup di infrastrutture per stablecoin Bvnk per un valore massimo di 1,8 miliardi di dollari, quattro mesi dopo il fallimento delle trattative tra Bvnk e Coinbase.Eli Lilly & Company , scivola dopo che Hsbc ha espresso un giudizio ribassista sul titolo, affermando che le aspettative degli investitori sui farmaci per la perdita di peso sono eccessive.
A Piazza Affari ancora male Amplifon, corrono le utility e i petroliferi
A Piazza Affari Amplifon (-10,6%) chiude ancora in forte ribasso. Giornata al contrario positiva per le utility con A2A (+0,7%) spinta dai conti del 2025 e dell’annuncio della cedola in rialzo del 4%. Scivolano invece le azioni di St (-0,4%), nonostante gli accordi annunciati, con l’azienda italo-franceseche ha deciso di accelerare lo sviluppo e l’adozione a livello globale di sistemi di Physical AI, tra cui robot umanoidi, industriali, di servizio e cura della salute, stringendo una collaborazione con il colosso americano Nvidia. I titoli energetici continuano a beneficiare del caro greggio e così continua la corsa di Eni (+3,6%) e Tenaris (+3,6%). Bene anche Stellantis (+3%) in scia al rafforzamento della joint venture con Leapmotor. Tra le banche chiude in positivo Unicredit (-0,5%) che ad ogni modo rimane sotto la lente dopo l’annuncio dell’offerta pubblica di scambio per salire sopra il 30% del capitale di Commerzbank. Mossa che è stata commentata anche dal cancelliere tedesco, Friedrich Merz: «l’opinione politica del governo è chiara: vogliamo mantenere l’indipendenza di Commerzbank».
Euro-dollaro riaggancia 1,15, corre il petrolio





