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Home Finanza

Borse in rosso: Wall Street chiude a -1,56%, Milano a -0,7%. Petrolio a 100 $

di Redazione Impresa mercati
12/03/2026
in Finanza
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  (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Chiudono in calo le Borse europee con l’intensificarsi degli attacchi in Medio Oriente. Iran e Stati Uniti vanno avanti a suon di minacce, alimentando i timori di un conflitto prolungato e di interruzioni continue del flusso di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. I mercati restano così sotto pressione, con il Ftse Mib di Milano che chiude a -0,7%, mentre i prezzi del greggio tornano a correre, con il Brent di nuovo sui 100 dollari al barile. Non fanno meglio quasi tutte le altre principali piazze europee: Parigi -0,7%, Francoforte stabile, Amsterdam -0,2%, Madrid -1,2% – la peggiore – e Londra -0,4%. Teheran ha alzato ancora il tiro, dichiarando che la chiusura dello Stretto di Hormuz dovrebbe continuare e intensificando gli attacchi a petroliere e infrastrutture energetiche nel Golfo Persico. Dal canto suo, il presidente Donald Trump ribatte che se il prezzo del petrolio sale gli Usa «fanno un sacco di soldi». Ma l’agenzia internazionale per l’energia (Aie) avverte che la guerra in Medio Oriente sta provocando «l’interruzione più significativa» delle forniture globali di petrolio della storia internazionale, rilevando che i Paesi del Golfo stanno attualmente riducendo la loro produzione di almeno 10 milioni di barili al giorno a causa del blocco dello Stretto di Hormuz.

Il nuovo balzo del greggio è stato in parte influenzato dalle parole della nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, alla sua prima dichiarazione: «Lo Stretto di Hormuz continuerà a essere chiuso per fare pressione sui nemici dell’Iran». In questo scenario, a nulla serve un dato del lavoro americano migliore delle stime, con richieste di sussidi di disoccupazione settimanali in calo di 1.000 unità, in attesa del dato di sul Pil di domani. Gli investitori guardano ai tagli dei tassi di Fed e Bce che sembrano ad oggi sempre più lontani. Oltre all’Europa soffrono anche i listini americani con gli indici di Wall Street tutti in rosso. 

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Wall Street chiude negativa

Oltre all’Europa soffrono anche i listini americani: brusca frenata per Wall Street, negativa con il Brent sopra i 100 dollari per la prima volta da agosto del 2022: il Dow Jones chiude a -1,56%, a 46.677,85 punti, mentre il Nasdaq perde l’1,78%, 22.311,98. Male anche l’S&P 500, a 6.672,62 punti (-1,52%). Oltre all’Europa soffrono anche i listini americani, con gli indici di Wall Street tutti in rosso. Anche qui i mercati sono sotto pressione per l’aumento dei prezzi del petrolio dovuto alle preoccupazioni per l’interruzione dell’approvvigionamento e al protrarsi della guerra con l’Iran. Il segretario all’Energia, Chris Wright, ha dichiarato alla Cnbc che la Marina statunitense «non è pronta» a scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, anche se probabilmente sarà in grado di farlo entro la fine del mese, ha aggiunto. Il traffico nel passaggio ha praticamente raggiunto un punto morto con l’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente.

Sull’azionario, pesano tra le altre le perdite del tech, con Intel e Tesla tra i ribassi più evidenti. Intanto nella notte altre tre navi straniere sono state colpite nel Golfo Persico, secondo le autorità, dopo le tre colpite mercoledì. Martedì, le forze statunitensi hanno affondato 16 navi iraniane posamine nei pressi dello Stretto. La compagnia assicurativa Chubb è stata annunciata come principale sottoscrittore di un programma guidato dal governo statunitense per fornire l’assicurazione alle navi.

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A Piazza Affari rally Leonardo, deboli le banche

Sull’azionario milanese giornata in cui hanno prevalso le vendite. Oltre al rally di Leonardo (+5,7%) dopo i conti e l’aggiornamento del piano, hanno concluso con buoni rialzi Tim (+2%) ed Eni (+2,2%). Positiva anche Generali (+1,5%), con il risultato operativo record e il nuovo buyback. Ma sul listino hanno pesato in particolare le perdite dei bancari: tra gli altri, in difficoltà Mps (-4,3%), Mediobanca (-3,9%) e Unicredit (-3,7%). Fuori dal listino principale, vendite su Webuild (-8,8%) nonostante i conti oltre le attese e il piano 2025 sopra i target. Scivolano dopo i conti anche Erg (-8,6%) e Avio (-8,7%), che dal 23 marzo entrerà nel paniere principale sostituendo Popolare di Sondrio (-2,4%). Corre invece Ferragamo (+10,9%), che nel 2025 ha ridotto la perdita a 49 milioni.

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