(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Le Borse europee chiudono vicine ai massimi di giornata una seduta in cui il mercato ha deciso di scommettere su un possibile allentamento della tensione in Iran, aiutate anche dal buon andamento di Wall Street, dove è in evidenza soprattutto il Nasdaq. Dopo due sedute di debolezza, i listini chiudono tutti in buon rialzo e Milano, con un progresso dell’1,95%, riconquista la soglia dei 45mila punti (a 45.336). A stimolare gli acquisti sono i rumor, anche se smentiti dalle parti, che l’Iran stia cercando di ristabilire un canale diplomatico con gli Stati Uniti per limitare l’escalation della guerra. In questo scenario, ripiegano i prezzi dell’energia, con la maggior parte degli analisti che al momento è dell’idea che non si avrà una crisi energetica di ampia portata. La situazione nello stretto di Hormuz rimane tesa, e il traffico bloccato, ma il presidente americano Donald Trump ha annunciato che se sarà necessario gli Stati Uniti scorteranno tutte le petroliere nello stretto.
«Stiamo assistendo a un conflitto regionale su vasta scala – tuttavia, le dinamiche iniziali della guerra implicano solo un aumento temporaneo dei prezzi dell’energia e dell’attrattività dei beni rifugio, con una parziale normalizzazione nell’arco di alcune settimane», commenta Elliot Hentov, chief macro policy strategist di State Street. Per l’esperto, «è difficile vedere come l’Iran possa mantenere questo livello di potenza di fuoco per più di 2-3 settimane, ammesso che possa farlo. Pertanto, il rischio è in larga misura concentrato nei prossimi 5-10 giorni e nella capacità dell’Iran di causare danni materiali alle infrastrutture energetiche, al morale nei Paesi del Golfo e alla volontà politica degli Stati Uniti».
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Wall Street chiude in rialzo con il calo del prezzo del greggio
Wall Street chiude positiva, con gli investitori che osservano gli sviluppi nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il Dow Jones sale dello 0,51% a 48.746,52 punti, il Nasdaq guadagna l’1,31% a 22.811,78 punti e lo S&P 500 avanza dello 0,79% a 6.870,57. Il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha dichiarato alla Cnbc che gli Stati Uniti faranno «una serie di annunci» per sostenere il flusso di petrolio attraverso il Golfo Persico. Martedì 3 marzo, il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti forniranno una difesa alle petroliere nel Golfo e che la Marina statunitense le scorterà attraverso lo Stretto di Hormuz, se necessario. L’annuncio ha placato i prezzi del petrolio, in calo per la prima volta dall’inizio del conflitto.
Sul fronte macro, sono arrivati una serie di dati incoraggianti sull’economia americana: in particolare, l’Ism dei servizi (salito da 53,8 punti a 56,1) che ha mostrato che l’attività nel settore a febbraio si è mantenuta in espansione e i posti di lavoro del settore privato Usa che hanno superato le stime lo scorso mese.
Sull’azionario, il titolo di Moderna è in rally, dopo che l’azienda biotecnologica ha dichiarato di aver accettato di pagare fino a 2,25 miliardi di dollari per risolvere una causa con Biopharma Corp. e Genevant Sciencesa relativa a un brevetto per un vaccino contro il Covid. Il titolo di CrowdStrike Holdings è in calo, nonostante un outlook per il primo trimestre e l’intero anno superiore alle attese. Pesante Abercrombie & Fitch dopo che il rivenditore di abbigliamento ha riportato risultati contrastanti nel quarto trimestre, con utili superiori alle attese, ma un outlook deludente.





