La legge elettorale che la maggioranza ha depositato in Parlamento, contiene molte novità che, se il testo diverrà legge, obbligheranno partiti e coalizioni a ricalibrare l’offerta politica.
Ecco alcuni punti.
– CANDIDATO PREMIER: il nome del candidato premier della coalizione deve essere annunciato prima del voto e indicato al momento di depositare le liste. Oggi il Rosatellum consente di indicarlo anche dopo. Il centrodestra ha già in Giorgia Meloni la candidata premier, mentre il centrosinistra dovrà sciogliere il nodo. Finora non è stato chiarito il metodo che verrà seguito.
– PREMIO DI GOVERNABILITA’: il Rosatellum aveva 147 collegi uninominali nella parte maggioritaria; i partiti di ogni coalizione trattavano sul numero e sui collegi sicuri, in bilico e perdenti. Il nuovo sistema prevede un premio di 70 seggi alla coalizione vincente. Anche qui i partiti delle coalizioni tratteranno per ottenere ciascuno il maggior numero di posti, ma chi perde non ne elegge nessuno, mentre con i collegi uninominali entrambe i Poli sapevano di vincerne almeno qualcuno.
– LISTINI BLOCCATI: Nella parte proporzionale i partiti presenteranno nei 49 collegi plurinominali liste di 5-6 nomi.
Per ora non ci sono preferenze, quindi la concorrenza tra candidati sarà interna ai partiti, per cercare di farsi mettere nei primi posti delle liste (meglio ancor al primo posto) per avere più chance di essere eletti. Al momento di redigere le liste saranno determinanti i giochi tra le correnti dei partiti.
– PLURICANDIDATURE: nelle liste bloccate è obbligatorio l’alternanza maschio/donna, ma è consentito a un singolo candidato di essere inserito in lista in diverse circoscrizioni.
Fdi nel 2022 presentò alcune candidate in più circoscrizioni ai primi posti, risultando sempre elette ma lasciando quindi entrare colleghi candidati maschi.
– SOGLIA DEL 3%: lo sbarramento basso del 3% vale sia dentro le coalizioni che fuori, il che favorisce la corsa in solitaria di Azione e di Futuro Nazionale. Il nemico di chi si presenta fuori dai Poli è il “voto utile”, cioè la tendenza degli elettori a votare per coalizioni e partiti che hanno più chance di vincere.
– BALLOTTAGGIO: Se nessuna delle coalizioni supera il 40% si va al ballottaggio tra le prime due, purché abbiano superato il 35%. Questo meccanismo spinge i partiti a coalizzarsi. Il centrodestra è già una coalizione formale dal 2001, mentre il cosiddetto Campo Largo non ha ancora formalizzato tale scelta.
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