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Home Economia Italiana

M&A globale: “mega deal” Usa spingono mercato, in Italia crescono valori e volumi

di Redazione Impresa mercati
24/02/2026
in Economia Italiana
M&A globale: “mega deal” Usa spingono mercato, in Italia crescono valori e volumi
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Le prime settimane del 2026 confermano che il mercato delle fusioni e acquisizioni ha ritrovato slancio dopo due anni di volatilità. In Europa, in particolare, la fiducia degli operatori è tornata su livelli prossimi alla media storica, segnalando un contesto più dinamico rispetto alla seconda metà dello scorso anno. Secondo il report “M&A Outlook 2026: Expectations Are High—Again” di Boston Consulting Group (BCG), il valore globale delle operazioni ha raggiunto 3.000 miliardi di dollari nel 2025, in crescita del 31% rispetto al 2024 e leggermente sopra la media dell’ultimo decennio.

Tra gli elementi chiave del fenomeno, lo studio evidenzia che la ripresa è stata trainata soprattutto dalle grandi operazioni. Lo scorso anno sono state annunciate circa 900 transazioni sopra i 500 milioni di dollari, con il ritorno dei megadeal oltre i 10 miliardi, dopo il rallentamento degli anni precedenti. A livello geografico, il Nord America si conferma l’area più attiva per valore delle operazioni, mentre l’Europa totalizza 524 miliardi di dollari, con dinamiche differenziate tra Paesi. Infine, tra i settori più dinamici emergono tecnologia e servizi finanziari, sostenuti dalla spinta dell’intelligenza artificiale, dalla trasformazione digitale e da nuove logiche di consolidamento e riposizionamento strategico.

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Nel 2025 crescono volumi e dimensioni dei deal ma lontani dai record del 2021

Condizioni finanziarie più favorevoli e una rinnovata fiducia degli operatori contribuiscono ad alzare l’asticella per il mercato mondiale delle fusioni e acquisizioni in questo 2026. Lo studio di BCG quantifica il valore complessivo delle operazioni annunciate in 3.000 miliardi di dollari nel 2025, in crescita del 31% rispetto all’anno precedente e leggermente al di sopra della media degli ultimi dieci anni. Un recupero che, tuttavia, non è stato lineare.

Incertezza macroeconomica, inflazione persistente e tensioni geopolitiche, infatti, hanno inibito per buona parte del 2025 l’M&A, che ha accelerato solo nella seconda metà dell’anno. Il valore aggregato delle operazioni è risultato superiore del 40% rispetto al primo semestre. I volumi sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto al 2024, con circa 33.000 operazioni nel 2025, pur rimanendo ben lontani del picco di oltre 41.000 registrato nel 2021.

Alla ripresa hanno contribuito principalmente le operazioni di maggiore dimensione: le transazioni di valore pari o superiore a 500 milioni di dollari sono state circa 900, oltre cento in più rispetto al 2024, e sono aumentati anche i megadeal, con 39 operazioni annunciate superiori ai 10 miliardi di dollari nel 2025, contro le 28 del 2024. Anche in questo caso però i numeri sono lontani dal record di 51 del 2021.

Più attivo il Nord America, mercato europeo diversificato

Da una analisi per geografia, Boston Consulting conferma che l’area più attiva per valore dell’M&A è il Nord America, con 1.900 miliardi di dollari, pari a circa il 60% dell’attività globale del 2025. L’Europa ha totalizzato 524 miliardi di dollari, sostanzialmente in linea al 2024, ma con forti differenze tra i vari Paesi: la crescita è stata significativa nei Paesi Bassi, Svizzera, Germania e Svezia, mentre l’attività è calata nel Regno Unito, Spagna e Francia.

Guardando all’Italia, Enrico Tanduo, Managing Director e Partner di BCG, ha osservato che “il 2025 si è chiuso con volumi stabili, ma registriamo una ripresa dell’attività sia da parte degli investitori finanziari sia sul fronte delle operazioni strategiche, in linea con il rafforzamento del quadro europeo”.

Aumenta la fiducia degli operatori, Europa prossima alla normalità

Un indicatore significativo della ripresa del mercato globale dell’M&A è rappresentato dalla fiducia degli operatori.

L’M&A Sentiment Index, stilato da BCG, a livello globale si attesta a 75: un valore in recupero rispetto ai minimi del 2022 ma ancora sotto la media storica di 100. Nelle Americhe l’indice è salito a 91, mentre l’Asia-Pacifico resta più cauta, con un valore di 30, riflesso di persistenti incertezze di politica economica.
Dinamica più marcata in Europa, dove l’indice ha toccato 96 a dicembre 2025, avvicinandosi alla media di lungo periodo e segnalando un ritorno della fiducia su livelli prossimi alla normalità. Gli analisti di BCG spiegano che le operazioni annunciate nelle prime settimane del 2026, in particolare nei servizi finanziari e nel comparto industriale, “suggeriscono un mercato più reattivo rispetto alla seconda metà dello scorso anno, in linea con il rafforzamento del sentiment registrato nella regione”.

Tecnologia e financial services i settori più dinamici

A livello settoriale, evidenzia il report di BCG, il comparto tecnologia, media e telecomunicazioni si è confermato tra i più dinamici, con una crescita significativa del valore delle operazioni sostenuta anche da megadeal in tutte le principali sottocategorie. La
domanda legata all’intelligenza artificiale, ai data center, alla cybersicurezza e alle infrastrutture cloud continua ad alimentare l’interesse sia di investitori strategici sia finanziari.

Anche i financial services si aprono a nuove prospettive di consolidamento e riposizionamento dei portafogli, riscontra BCG. Emergono inoltre segnali di un rafforzamento atteso da tempo nel banking tradizionale, in particolare in Europa, dove una serie di operazioni e tentativi di acquisizione nel 2025 ha evidenziato una rinnovata spinta verso l’integrazione.

Dinamiche positive si registrano anche nei comparti sanità ed energia. Nel farmaceutico, la necessità strategica di rafforzare e rinnovare il portafoglio prodotti mantiene elevata e strutturale l’attività di M&A, mentre nel settore energia e utility i deal sono spinti dalla transizione energetica e dalla crescente domanda di elettrificazione e data center.

Industriale e prodotti di consumo si caratterizzano per un approccio ancora prudente, ma alcune nicchie, come materiali e trasporti, presentano opportunità legate alla resilienza delle catene di fornitura e alla trasformazione digitale.

Regolamentazione una variabile critica

Nonostante il contesto più favorevole per il mercato dell’M&A nel 2026, gli operatori devono prestare attenzione ad alcune variabili critiche che “rendono i processi di approvazione più complessi e talvolta più lunghi”. Tra queste, BCG sottolinea l’attenzione delle autorità antitrust e l’evoluzione delle normative in ambiti come protezione dei dati, cybersicurezza e standard ESG.

Non solo. “Le restrizioni sugli investimenti esteri e le considerazioni di sicurezza nazionale possono inoltre incidere su struttura
e tempistiche delle operazioni”, aggiungono gli analisti.

Pertanto, la riattivazione dei megadeal richiede un’elevata disciplina strategica. Secondo BCG, le aziende dotate di chiare logiche industriali e solide capacità di integrazione tendono a sovraperformare, riducendo i rischi associati a operazioni di grande scala.

Considerando le tendenze delle prime settimane del 2026, “in un mercato che offre nuove opportunità ma resta esposto a shock esogeni”, conclude BCG, la preparazione lungo tutto il ciclo dell’operazione, “rappresenterà il principale fattore distintivo per trasformare le opportunità in creazione di valore sostenibile”.

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