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Spionaggio, membro Copasir Borghi (Iv): “Attenzione a minaccia ibrida, serve Agenzia contro disinformazione”

di Redazione Impresa mercati
08/07/2026
in Politica
Spionaggio, membro Copasir Borghi (Iv): “Attenzione a minaccia ibrida, serve Agenzia contro disinformazione”
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“La disinformazione e, più in generale, la minaccia ibrida sono veleni invisibili che vengono messi nell’acqua pulita dell’informazione pubblica”. All’indomani del nuovo caso di presunto spionaggio in favore della Russia, finito al centro di un’indagine della procura di Roma e del Ros, il senatore Iv e membro del Copasir Enrico Borghi mette in guardia dai rischi per le democrazie occidentali rilanciando la sua proposta di legge per l’istituzione di un’Agenzia contro la disinformazione e per la sicurezza cognitiva con “lo scopo di filtraggio, di mantenere l’acqua pulita: non significa censura – sottolinea all’Adnkronos – ma capacità di capire quando ci sono delle campagne di disinformazione, di guerra ibrida e poi informare il decisore di questo tipo di iniziativa”.

Come commenta il nuovo caso di presunto spionaggio, portato alla luce dall’inchiesta della procura di Roma e dei carabinieri del Ros, che ripropone il tema della minaccia ibrida?

“C’è un’inchiesta in corso quindi nel merito della questione dobbiamo aspettare, ma da quanto si evince, si è trattato di un’operazione di controspionaggio dei nostri servizi. Io credo che dobbiamo avere la consapevolezza, non diffusa nel Paese né nelle classi dirigenti, che la Russia – e non solo – pianifica e conduce attività di guerra ibrida, di guerra cognitiva e di disinformazione che includono nell’attività figure istituzionali, organismi di intelligence e funzionari dislocati presso le rappresentanze diplomatiche di Mosca all’estero. Nell’ambito della strategia ibrida russa vengono condotte regolarmente delle iniziative ostili contro i paesi europei che hanno un obiettivo politico: minare il sostegno occidentale a favore di Kiev”.

Lei ha presentato al Senato una proposta di legge per istituire un’Agenzia contro la disinformazione e per la sicurezza cognitiva. Di cosa si tratta?

“La disinformazione e, più in generale, la minaccia ibrida sono veleni invisibili che vengono messi nell’acqua pulita della informazione pubblica. A quel punto se non c’è un filtro depuratore che appunto depuri la comunicazione pubblica dalla disinformazione e dalla minaccia ibrida, il rischio che l’organismo si abbeveri a quest’acqua avvelenata e poi si ammali o vada in necrosi è altissimo. L’Agenzia contro la disinformazione e per la sicurezza cognitiva avrebbe lo scopo di filtraggio, di mantenere l’acqua pulita: non significa censura, ma capacità di capire quando ci sono delle campagne di disinformazione di guerra ibrida e poi informare il decisore di questo tipo di iniziativa.

Come agirebbe una simile Agenzia?

L’Agenzia servirebbe per saper leggere le campagne di disinformazione orchestrate con finalità ostili nei confronti del nostro Paese da parte di attori statuali. Penso alla Russia, alla Cina, all’Iran, alla Corea; una volta che questo warning viene elaborato, l’Agenzia deve essere in grado di avvisare che questo tipo di campagne di attività sono finalizzate a specifiche misure di minaccia ibrida”.

Esiste già in altri Stati?

“E’ stata realizzata in Francia, Svezia, Polonia, Finlandia e non a caso Svezia e Finlandia, entrate nella Nato, hanno proposto azioni in questa direzione. Inoltre mi piacerebbe molto che si discutesse del nostro servizio pubblico, la Rai, come strumento fondamentale per combattere i temi della disinformazione, dell’inquinamento cognitivo”.

Cosa ne pensa delle parole del ministro della Difesa Guido Crosetto su un ‘patto bipartisan’ su questi temi per difendere la democrazia?

“Essendo stati noi i primi in assoluto ad avere sollevato questo tema non possiamo che prendere atto positivamente delle parole del ministro Crosetto, che però non deve parlare a noi ma a pezzi della sua maggioranza che boicottano questo tipo di attività. Ci sono pezzi della maggioranza, e penso significativamente alla Lega, che dimostrano di essere quantomeno succubi alle iniziative russe e la visita di Salvini in Serbia delle scorse ore ne è la riprova. Avendo noi sollevato per primi il tema con una proposta di legge, siamo pronti a convergere su eventuali iniziative ma ci sono delle precondizioni: Crosetto sciolga il nodo con Mantovano (rispetto alla questione delle competenze in tema di guerra ibride ndr), sciolga il nodo con la Lega e la destra alzi un muro nei confronti di Vannacci perché sappiamo che sarebbe il primo a schierarsi contro iniziative di questa natura. Infine l’affermazione singolare di Crosetto (che oggi in colloquio sul ‘Corriere della Sera’ all’indomani dei due arresti nell’indagine sul presunto spionaggio ha sottolineato ‘sono ovunque, non solo al mio ministero. La differenza è che nel mio ministero li becchiamo’ ndr)” che significa, che in altri ministeri ci sono ma non le vogliono scoprire?”.

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