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Home Economia Italiana

Shein pronta al debutto nella Borsa di Hong Kong, valutazione da 27 miliardi di dollari

di Redazione Impresa mercati
24/08/2026
in Economia Italiana
Shein pronta al debutto nella Borsa di Hong Kong, valutazione da 27 miliardi di dollari
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Shein, il colosso cinese del fast fashion, debutta in Borsa il 1° settembre 2026 sul listino di Hong Kong. Ma lo fa con una valutazione drasticamente ridimensionata rispetto ai picchi del passato: tra i 26,8 e i 27 miliardi di dollari, contro i quasi 100 miliardi raggiunti nel 2022. L’operazione, una delle più attese dell’anno in Asia, mette in vendita 280 milioni di azioni a un prezzo compreso tra 47,60 e 49,50 dollari di Hong Kong, puntando a raccogliere fino a 13,86 miliardi di dollari di Hong Kong (circa 1,5-1,77 miliardi di dollari Usa). Il prezzo finale sarà comunicato il 31 agosto.

Perché Shein vale molto meno

Il percorso di Shein verso la quotazione è stato lungo e accidentato. Dopo aver valutato New York e Londra, la società ha optato per Hong Kong e ha ottenuto il via libera delle autorità cinesi solo a luglio 2026. Nel 2022 Shein era stata valutata 98,2 miliardi di dollari in un round di finanziamento privato. Nel 2024 la valutazione era scesa a 64 miliardi, mentre ora, con l’IPO di Hong Kong, si attesta tra 26,8 e 27 miliardi di dollari: una riduzione di circa il 70-74% rispetto al picco.

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Il ridimensionamento è causato da un cambio di sentiment degli investitori, come ha spiegato Winston Ma, professore alla NYU School of Law ed ex responsabile del fondo sovrano cinese CIC:

Gli investitori pubblici non pagano più per una crescita esponenziale. Stanno finanziando una piattaforma transfrontaliera matura che ora deve difendere i propri margini di profitto da dazi commerciali, costi di conformità più elevati e controlli normativi.

Il primo trimestre 2026 in perdita

Le difficoltà emergono chiaramente dai risultati finanziari più recenti. Nel primo trimestre del 2026 Shein ha registrato una perdita netta di 99 milioni di dollari, contro un utile di 395 milioni nello stesso periodo del 2025. La perdita è dovuta soprattutto a un onere contabile non monetario di 328 milioni di dollari, legato alla valutazione di azioni privilegiate convertibili. Hanno pesato anche il rallentamento della crescita e l’impatto dei nuovi dazi statunitensi.

I ricavi del primo trimestre 2026 sono cresciuti solo dell’1,1% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 9,05 miliardi di dollari. Negli Stati Uniti, il mercato storicamente più importante per Shein, le vendite sono crollate del 14,3%, passando da 2,38 a 2,04 miliardi di dollari. La quota dei ricavi statunitensi sul totale è scesa dal 29,4% del 2023 al 22,5% del primo trimestre 2026.

Nonostante il rallentamento, Shein rimane un player globale di primo piano. Nel 2025 i ricavi annuali hanno raggiunto 41,8-41,9 miliardi di dollari, in crescita dell’8% rispetto ai 38,8 miliardi del 2024 e ai 32,1 miliardi del 2023. Tuttavia, il ritmo di crescita è progressivamente rallentato: dal +41,1% del 2023 al +20,7% del 2024 e all’+8% del 2025. Nel primo trimestre del 2026, l’aumento si è fermato all’1,1%.

I motivi del rallentamento

Il modello di business di Shein, basato su prezzi ultra-competitivi e spedizioni dirette dalla Cina, è stato fortemente penalizzato dalla rimozione dell’esenzione dai dazi (de minimis) per i piccoli pacchi negli Stati Uniti, entrata in vigore nel 2026. Questa misura ha aumentato i costi di importazione e ha erodito il vantaggio competitivo del gruppo, spingendo la società a valutare aumenti di prezzo per compensare almeno in parte l’impatto.

Anche nell’Unione Europea la situazione non è rosea. Da luglio 2026 è stata abolita l’esenzione dai dazi per le merci di basso valore (sotto i 150 euro), con l’introduzione di una tassa di 3 euro sui piccoli pacchi importati e nuove responsabilità per le piattaforme come Shein, Temu e AliExpress. A questi fattori si aggiungono la concorrenza crescente di Temu, la pressione sui prezzi e il calo della domanda in alcune regioni, incluso il Medio Oriente.

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