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Home Politica

Migranti, Meloni: “In Ue molti condividono Italia su priorità difesa sicurezza”

di Redazione Impresa mercati
14/08/2026
in Politica
Migranti, Meloni: “In Ue molti condividono Italia su priorità difesa sicurezza”
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Sui migranti, “già oggi la stragrande maggioranza delle Nazioni europee condivide la posizione che l’Italia ha espresso in questi giorni. Cioè che la priorità dell’Europa sia proteggere le frontiere esterne dall’immigrazione incontrollata, escludere ogni rischio di sicurezza e terrorismo, difendere la libertà di circolazione che è alla base del sistema Schengen”. Lo sottolinea la premier Giorgia Meloni in un’intervista al direttore di ‘MF-Milano Finanza’ Roberto Sommella ricordando che “la grave crisi migratoria che si è aperta a Ceuta e la possibile nuova ondata, prevista dalle stesse autorità spagnole per il 15 agosto, ci impongono la massima attenzione e la necessità di continuare ad adottare tutte le misure necessarie”.

“In questi anni- sottolinea – abbiamo dimostrato sul fronte migratorio come su altri temi che l’approccio dell’Europa può cambiare. E il governo italiano continuerà a avorare affinché i risultati raggiunti finora si possano consolidare e si possa fare di più e meglio“. “Percorrendo, ad esempio – suggerisce – la strada aperta dal Regolamento rimpatri sugli hub nei paesi terzi, come su altre soluzioni innovative al di fuori dell’Europa”.

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Energia

Sul fronte energia, dopo avere ottenuto dall’Europa una flessibilità di bilancio “che in molti pensavano impossibile” ora il governo cercherà “di utilizzare al meglio le risorse aggiuntive ora disponibili sul fronte energia per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi” su famiglie e imprese, continua la premier spiegando che “la Commissione Europea ha già definito gli ambiti di spesa ammissibili e in questo quadro il governo identificherà quelle che ritiene più utili ed efficaci”.

Inoltre, aggiunge, “verificheremo la possibilità di utilizzare queste risorse per incentivare lo sviluppo e l’acquisto di tecnologie prodotte in Italia e in Europa per sostenere il nostro tessuto produttivo e rafforzare la nostra competitività”.

Banche

Capitolo banche. “Non siamo parte attiva nelle attuali dinamiche di mercato che interessano il settore bancario. Il governo ne era in parte coinvolto, quando aveva il controllo del Monte dei Paschi di Siena, banca che noi abbiamo ereditato agonizzante e che abbiamo riportato in salute. Oggi Mps, la banca più antica d’Italia e del mondo, fortemente radicata sul territorio, è tornata in salute ed è diventata il pezzo pregiato su cui si concentrano le attenzioni. Mi auguro che dalle dinamiche di mercato possa emergere un sistema ancor più solido e concorrenziale, capace di produrre benefici per famiglie e imprese. E che Mps non finisca smembrata, perdendo il proprio nome e la propria identità”, le parole della presidente del Consiglio.

Circa la scalata di Unicredit su Commerzbank da parte di Unicredit, per la premier “si tratta di un’operazione di mercato nella quale il governo italiano non ha avuto alcun ruolo. Quello che posso dire è che mi auguro che Unicredit possa continuare ad avere solidi radici italiane e che tra l’istituto di credito e le autorità tedesche possa instaurarsi un dialogo collaborativo”.

Conti pubblici

Per quanto riguarda i conti pubblici, l’Italia, spiega ancora Meloni, “è l’unica nazione del G7 a essere tornata già nel 2024 in avanzo primario, dopo la pandemia, con una crescita post Covid tra le più robuste e l’occupazione ai massimi storici. Traguardi raggiunti con una chiara scelta di fondo: applicare ai conti pubblici quel buon senso che ogni padre di famiglia deve usare per fare quadrare il proprio bilancio, concentrando le risorse su ciò che serve e tagliando gli sprechi. Questo ci ha permesso di riportare la barra dritta, nonostante la situazione catastrofica ereditata”. La premier ricorda che “quando questo governo si è insediato il rapporto deficit/Pil era all’8,1%. Oggi quel rapporto è sceso al 3,1%, quindi ben cinque punti in meno”. La presidente del Consiglio parla di “un risultato che in molti ritenevano impossibile, ma che abbiamo raggiunto in meno di quattro anni, superando anche le nostre più ottimistiche previsioni. E ci siamo riusciti senza tagliare, ma anzi aumentando, le spese fondamentali. Come quelle per la sanità, il welfare e i contratti pubblici”.

“Uscire dalla procedura d’infrazione – aggiunge – è un obiettivo alla nostra portata. Inutile dire che avremmo potuto già raggiungerlo, se non avessimo dovuto fare i conti col peso del Superbonus”.

Governo

“La stabilità che questo governo ha assicurato, ha permesso all’Italia di affrontare con maggiore sicurezza quella che è la più difficile congiuntura degli ultimi decenni. Quando ci siamo insediati i titoli di Stato erano a un passo dall’essere declassati a livello ‘spazzatura’ e lo spread era a 240 punti, tre volte più alto dei valori attuali. Oggi il quadro è molto diverso. L’economia italiana sta tenendo bene. E i dati dei primi due trimestri 2026 sono incoraggianti, con una crescita dell’1% rispetto ad aprile-giugno 2025 e una progressione acquisita per il 2026 dell’0,8%”, sottolinea ancora la presidente del Consiglio, parlando di ” dati superiori alle previsioni e in linea con quelli dell’Eurozona”. “Un altro fattore confortante – aggiunge – è quello dell’incremento del Pil pro-capite, che rispecchia l’effettiva ricchezza dei cittadini. È cresciuto, rispetto al 2022, di quasi 4.500 euro. Per fare un confronto pre-Covid, dal 2016 al 2019, l’aumento era stato di circa 1.850 euro”.

La premier riconosce che “certamente l’economia italiana sconta un annoso problema di bassa produttività del lavoro, legato alla sua struttura produttiva fatta principalmente di micro e piccole imprese, oltre che ai ridotti investimenti in innovazione, ricerca e in capitale umano. Servono molto anni per invertire questa tendenza, e noi stiamo lavorando esattamente in questa direzione”.

Nucleare

Sul tema del ritorno al nucleare di nuova generazione “siamo determinati ad andare avanti, con grande velocità e concretezza“, conferma la presidente del Consiglio, osservando come “il ritorno dell’energia nucleare, in particolare il nucleare di nuova generazione, possa essere la vera soluzione per la nostra sicurezza energetica e per avere, nel medio e lungo periodo, costi nettamente più bassi rispetto agli attuali”. “La legge delega è stata già approvata in prima lettura alla Camera e ora manca il via libera definitivo del Senato – ricorda la premier – Intanto, il governo sta già lavorando a decreti attuativi, che intendiamo definire altrettanto rapidamente. È un obiettivo alla nostra portata e può rappresentare una svolta per la competitività italiana”.

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