Il governo messicano ha
avviato un dibattito nazionale sull’uso di intelligenza
artificiale, social network e dispositivi digitali tra i minori,
con l’obiettivo di elaborare una proposta di legge basata su
evidenze scientifiche. La presidente Claudia Sheinbaum ha
chiarito che l’intento “non è imporre restrizioni unilaterali,
ma costruire un consenso sociale” sull’utilizzo responsabile
della tecnologia. Secondo il ministro della Pubblica Istruzione,
Mario Delgado, affrontare il tema è ormai “inderogabile”,
considerando che oltre il 90% degli adolescenti messicani
utilizza internet.
Durante la conferenza stampa mattutina della presidente
Sheinbaum, specialisti e rappresentanti dell’Unesco hanno
evidenziato come l’abuso dei dispositivi generi rischi per la
salute mentale, favorisca dipendenza e alteri lo sviluppo
cognitivo infantile. A livello globale, un utente su tre
connesso alla rete è minorenne e il 58% dei sistemi educativi
possiede già norme per regolamentare i cellulari negli istituti
scolastici.
In Messico, 16 dei 32 Stati hanno già limitato i dispositivi
nell’istruzione di base. Nei prossimi mesi, il governo
organizzerà una serie di forum con esperti, docenti e famiglie
per definire regole condivise, valutando modelli che spaziano
dall’autonomia dei singoli istituti al divieto totale in classe.
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